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Traduzioni a cura di Natale Marzari

Dopo 41 anni e 5 mesi, nel maggio 2006 la magistratura di Trento ha riconosciuto l'esistenza  e  la gravità di quella malattia rara che nessuna altra istituzione o persona singola della provincia di Trento ancora mi riconosce, e per negare la quale mi perseguita.    Natale Marzari

 
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Domanda 150 

Dolore muscolare alle gambe. 

Ho la NARP. Avverto molto dolore muscolare alle gambe quando cammino. Inoltre, ho informato  il mio medico che ho dolore acuto alla caviglia ed al ginocchio del mio gamba destra. Egli mi ha detto che ha pensato che fosse più dolore delle giunture che dolore muscolare. Può una malattia mitocondriale  interessare le giunzioni così come il muscolo? Il mio medico non era sicuro ed ha detto che l'unico modo sicuro per saperlo è fare una biopsia muscolare. Ho già fatto una biopsia e non voglio farne altre. Per cortesia fatemi sapere cosa  pensate voi in proposito. 


22 aprile 2005 Risponde:  D. M. Turnbull, MD, PhD

Dal mio punto di vista il dolore alle giunzioni è improbabile che sia collegato alla NARP. Un paziente con la malattia mitocondriale può avere pure altri problemi ed i dolori alle giunzioni sono comuni nella popolazione in genere. I dolori alle giunzioni sono inoltre comuni nel caso di deambulazione scorretta. Non penso che un'altra biopsia del muscolo sia giustificata e cercherei altre cause. 



Domanda 149 

Disturbi caratteriali o sintomi della malattia?

A mia nipote di 5 anni recentemente è stato diagnosticata attraverso una biopsia muscolare congelata una malattia mitocondriale per carenza del complesso III. Lei ha ritardo cognitivo, tremito alla mano destra ed atassia. Tutti i sintomi peggiorano durante lo stadio di malattia, quando spesso non parla e diventa molto irritabile. Per esempio, grida, prova a sbattere la testa,  morde se stessa e gli altri, e si strappa i capelli. Questi comportamenti possono durare  fino ad un'ora. In più, durante questi episodi  lei è "wild-eyed", le sue pupille sono dilatate, non risponde agli stimoli, e ripete spesso parole e frasi. come sappiamo se questi episodi sono "tantrum", capricci? È la modifica del comportamento adeguata? Quanto probabile è che questi episodi siano un risultato della malattia e del modo in cui questa bambina è stata colpita, e come può quello essere dimostrato?
 


19 aprile 2005 Risponde:  Richard Boles, MD

I temperamenti capricciosi sono comuni nei bambini in generale. In bambini con ritardo nello sviluppo secondario alla malattia mitocondriale, i tantrum di temperamento possono essere visti nei bambini più grandi come una combinazione di ritardi nel parlare e emotivi (dalla frustrazione di non potere esprimere i loro pensieri e bisogni). Alcuni bambini hanno tantrums molto forti ed attivi e non ascoltano altri durante questi episodi, i tantrum durano raramente un'ora. La modifica del comportamento è il modo adatto per trattare i tantrum di temperamento.

D'altra parte, molti bambini con la malattia mitocondriale hanno crisi di dolore, dolore grave che può svilupparsi improvvisamente nella testa, addome, o membra. Se il bambino non è molto verbale, questi possono manifestarsi come scoppi improvvisi di urla e comportamenti aggressivi che possono assomigliare molto ad un tantrum di temperamento. Questi episodi possono durare fino a parecchie ore. Nella mia esperienza clinica, farmaci anti-emicrania, specialmente la caffeina, l'amitriptilina o la ciproheptadina, possono trattare o impedire questi episodi.

Queste situazioni possono peggiorare durante la condizione di malattia. come dirvi la differenza? Uno accade solitamente quando il bambino è frustrato (e.g. le è stato detto che non può avere qualcosa), e l'altro si presenta solitamente in momenti apparentemente casuali.

Molto raramente, tali comportamenti possono essere un segno di una circostanza più seria, quali determinate forme epilettiche, disturbi psichiatrici o neurodegenerativi.



Domanda 148 
 

Carenza della succinato citocromo c riduttasi.

Sono una donna di 47 anni. Mi sono occorsi circa 10 anni per ottenere alla fine una diagnosi- - per molti anni i medici  hanno creduto che avessi una miastenia grave. Per concludere, ho trovato un medico che ha fatto un EMG, il quale ha detto assomiglia "ad una miopatia", così l'anno scorso ha fatto una biopsia muscolare. (ha, prima di questa, un anno fa il livello della carnitina del siero si era abbassato, per questo il medico ha iniziato a darmi la carnitina, dopo la quale ho notato una differenza, ma ho avuto ancora problemi). La biopsia del muscolo ha rivelato che c'era "proliferazione dei mitocondri" ed i risultati dell'analisi dell'enzima mitocondriale hanno dichiarato che ho avuto "una carenza riproducibile profonda della succinato citocromo c riduttasi con modesta evidenza biochimica di aumento del contenuto mitocondriale". così, mi è stato detto che avevo una miopatia mitocondriale con carenza del complesso II e del complesso III della catena respiratoria. che cosa significa questo? Ho fatto una certa ricerca, ma mi è ancora poco chiaro di che cosa quel significhi esattamente. Potete descriverli in termini "semplici" da inesperta?

Inoltre, ho fatto una esame del DNA per la talassemia e si è scoperto che ho caratteristica di talassemia con 2 geni di Thal su un filamento del DNA, sui quali mi dicono non si è ricercato molto su come questo si manifesti. Questo può interessare la miopatia mitocondriale? E per peggiorare le cose, mi trovo inoltre in perimenopausa e trovo che poco prima del mio periodo il mio affaticamento ed i simil-ictus peggiorano realmente. Devo solitamente assentarmi dal lavoro. che cosa viene solitamente suggerito solitamente alle donne con miopatia mitocondriale che stanno affrontando "il cambiamento di vita" - e a cui a volte va così male. Sto strisciando sul pavimento per muovermi! Apprezzerei tutte le chiarificazione a tutto questo. Grazie.
 



8 aprile 2005 Risponde:  Dr. Michio Hirano, Asst. Prof. Neurology

capisco la sua incertezza per quanto riguarda la sua diagnosi "di miopatia mitocondriale". La diagnosi è basata sulla biopsia muscolare che secondo come riferito ha mostrato "proliferazione mitocondriale" ed "una profonda carenza della succinato citocromo c riduttasi [complessi II e III della catena respiratoria mitocondriale] con modesta evidenza biochimica dell'aumento del contenuto mitocondriale". Presumo che "L'evidenza dell'aumentato contenuto mitocondriale" era l'aumentata attività della citrato sintetasi.

Potrebbe avere "una miopatia mitocondriale" con carenza dei complessi II e III. Purtroppo, non è stata identificata un'anomalia genetica molecolare specifica (mutazione) o il difetto biochimico non è stato identificato, quindi, la sua diagnosi è vaga. Un difetto "della succinato citocromo c riduttasi" (complessi II + III), può essere dovuto a varie possibilità: mancanza del complesso II da solo, mancanza isolata del complesso III, difetti di entrambi i complessi II ed III, o persino mancanza del coenzima Q (perché il coQ scambia gli elettroni fra i complessi II ed III). Per meglio caratterizzare il suo difetto biochimico, è necessario  rivedere le attività biochimiche di tutti i suoi enzimi mitocondriali. Dopo che sarà chiarito il suo difetto biochimico, allora gli studi genetici molecolari potranno portare alla identificazione della mutazione che lo causa. Potete trarre beneficio da una consultazione di un esperto in malattie mitocondriali che può rivedere i risultati della vostra biopsia muscolare e determinare la correttezza degli esami istologici supplementari, o degli studi genetici.

Non sono a conoscenza di alcun rapporto fra la caratteristica di talassemia ed i disturbi mitocondriali. Sembra che lo sforzo della menopausa stia peggiorando la sua "miopatia mitocondriale". Questa situazione non è rara perché le malattie mitocondriali peggiorano spesso durante i periodi dello sforzo quali le infezioni.

Ricapitolando, i risultati della vostra biopsia muscolare indicano che ha una miopatia mitocondriale. Una consultazione da un esperto mitocondriale può condurre ad una diagnosi più chiara del suo stato.
 



Domanda 147 

Agobiopsia ed anestesia.

La mia domanda è: con un anestetico locale è possibile fare una puntura (agobiopsia ndt) ed in caso affermativo, da agobiopsia si ha abbastanza tessuto da per vedere a sufficienza  il DNA e le prove adeguate?
 



6 aprile 2005 Risponde:  Salvatore DiMauro MD

L'anestesia locale non implica una agobiopsia; tuttavia, se è necessaria l'anestesia generale, può essere fatta in sicurezza sotto la cura di un anestesista pediatrico con esperienza.



Domanda 146 

Probabilità che anche l'altro figlio abbia la MELAS.

Mia figlia ha 9 anni e le è stata diagnosticata la MELAS (A3243G). I suoi sintomi sono iniziati quando aveva 7 anni. Ha acido lattico elevato, ptosi, ed attacchi epilettici. In questo momento (Gennaio 2005) sta molto bene. La sua madre e la sua nonna (madre della sua madre) sono in buona salute. Inoltre ho un figlio che ha 5 anni. È in buona salute anche, senza i sintomi di MELAS.
Vorrei chiedere se è possibile valutare la probabilità che mio figlio abbia o non la MELAS.
 


6 aprile 2005 Risponde:  Dr. Annette Feigenbaum M.D

Dire se qualcuno senza sintomi o segni "ha MELAS" non è una risposta semplice. Uno desidera controllare se è portatore della mutazione o ha la malattia o è a rischio di sviluppare la malattia? Per la mutazione, dipende da quale tessuto viene controllato e quanto l'esame è invasivo. PUÒ anche dipendere dal fatto che l'uovo trasmesso dalla madre abbia un'alta o bassa percentuale di mutazione. Si può controllare il sangue, e se questo è negativo, i follicoli/ dei capelli, la mucosa orale o se necessario una biopsia muscolare, ecc. ma questo vi dirà SOLTANTO se siete portatori della mutazione e non vi dirà se siete a rischio di sviluppare i sintomi ed in caso affermativo, quali sintomi. Quello può essere fatto soltanto clinicamente controllando col tempo anche se c'è un'alta percentuale di eteroplasmia della mutazione, solitamente se viene trovata più di 80-90% in un determinato tessuto, c'è un elevato rischio di sviluppare i sintomi relativi a quel tessuto o organo a un certo momento ma uno non può essere più specifico di così.



Domanda 145 

Dieta chetogenica.

Mia figlia di 8 anni ha un disturbo di OxPhos con carenza dei complessi I e IV. È epilettica, statico non-convulsiva. Ora sta prendendo Topamax, ed acido Valproico. Non ci sono rimaste altre opzioni per i farmaci antiepilettici, desideriamo considerare attualmente, e stiamo considerando seriamente la dieta chetogenica. Le è stato appena messo il tubo per  l'alimentazione 2 settimane fa. Siamo interessati della sicurezza di gestione di questo rigoroso regime dietetico, ed anche interessati se la dieta soddisfarebbe i suoi bisogni nutrizionali, dato che lei è in stato di malattia. capiamo i benefici della dieta riguardo all'epilessia, ma quali sono i benefici/rischi  associati con la dieta in queste circostanze?
 



5aprile 2005 Risponde:  Russell Saneto, DO

Sono spiacente di sentire che la vostra figlia ha una grave epilessia. Abbiamo usato la dieta chetogenica in parecchi pazienti con attacchi epilettici non trattabili. Abbiamo avuto un buon successo sia per quanto riguarda la diminuzione delle scariche epilettiformi sia nel controllo ragionevolmente buono degli attacchi epilettici. Tutti i bambini partecipanti hanno avuto la sindrome di West o spasmi infantili. Il mio pensiero sarebbe che la dieta chetogenica dovrebbe funzionare bene con altri tipi di epilessia nei pazienti con citopatie mitocondriali. Esaminiamo solitamente i nostri pazienti prima di iniziare la dieta proprio per assicurarci che possano metabolizzare giustamente i vari grassi. Un disturbo di ossidazione dei grassi vanificherebbe la dieta.

La prima cosa da fare è portare il paziente in ospedale per iniziare la dieta. Molti bambini non tollerano il rapporto ad alta percentuale di grassi iniziale e possono avere episodi di vomito o episodi ipoglicemici. Non facciamo digiunare questi bambini prima di iniziare la dieta. Secondo l'equilibrio iniziale di pH del bambino prima di iniziare la dieta, adattiamo il rapporto della dieta. Usiamo solitamente una dieta di 4.0:1 - di 3.5:1 ma se il bambino non tollera la dieta iniziale, alteriamo il rapporto. Iniziamo solitamente i pazienti con un disordine del complesso I su un rapporto più basso. Abbiamo avuto due pazienti che hanno sviluppato calcoli renali sotto dieta chetogenica  con contemporanea somministrazione di topamax o zonisamide. Osserviamo  molto attentamente i bambini con questi due farmaci per i calcoli renali. Non limitiamo i liquidi nella dieta ed il motivo principale sono i calcoli renali. Abbiamo avuto un bambino che è diventato molto acidotico con la dieta ed abbiamo dovuto usare il complemento con bicarbonato. Stiamo cominciando a fare Dexascans per controllare la mineralizzazione dell'osso ed abbiamo dovuto usare una terapia del bisfosfonato su un bambino per una grave demineralizzazione ossea. Era poco chiaro se il motivo fosse la dieta chetogenica o no, ma la sua mineralizzazione ossea è migliorata dopo un singolo corso di terapia. Abbiamo avuti parecchi bambini che non sono aumentati di peso con la dieta ed almeno due altri bambini che con la dieta sono aumentati troppo di peso. Abbiamo variato le calorie e finora tutti questi bambini continuano la dieta. come potete constatare, occorre la stretta coordinazione di dietista e neurologo per controllare la dieta mentre ogni bambino sembra essere unico per come tollera la dieta. Finora, infine tutti i nostri pazienti hanno tollerato ragionevolmente bene il regime dietetico e sono rimasti a dieta. I nostri numeri non sono grandi, così c'è probabilmente una polarizzazione.



Domanda 144 

Esami per la diagnosi mitocondriale.

Abbiamo un bambino di 15 mesi senza diagnosi ma con probabilmente un disturbo mitocondriale. Vorremmo sapere qualcosa sui seguenti esami da fare:
complesso I (NDUFS1,NDUFS2, NDUFS4, NDUFS7, NDUFS8, e NDUFV1)
complesso II (unità secondaria di SDHB e di SDHA)
complesso III (BcS1)
complesso IV (SURF-1, ScO1, ScO2 e cOX10) del sistema di OXPHOS così come per E1 l'alfa E2 ed E3 del complesso della deidrogenasi del piruvato, ANT1, ANT2 e CPT II)



1 aprile 2005 Risponde:  Salvatore DiMauro MD

La vostra domanda copre la sequenza di TUTTI i geni nucleari connessi con i difetti della catena respiratoria fin qui dati. Spero che vi rendiate conto che questa è un'operazione ardua. È inoltre uno spreco tremendo di energia (e soldi) ed esercitazione "nella forza bruta" scientifica se condotto "ciecamente" alla ricerca di una diagnosi molecolare. Queste prove devono essere scelte e "essere designate" secondo  (i) sintomi e segni; (ii) esami di laboratorio; (iii) biopsia muscolare; (iv) biochimica. Se i dati biochimici mostrano la carenza del complesso I, allora può essere importante ordinare i geni in serie del complesso I che elencate.


 

Domanda 143

Diagnosi sindrome di Leigh

Mio figlio ha 15 mesi ed è senza diagnosi ma probabilmente ha un disturbo mitocondriale. Ha manifestato inizialmente l'atassia e la MRI ha mostrato lesioni nei gangli basali. Tutti gli esami erano poi ritornati normali. A seguito di un'acidosi metabolica recente, si è afflosciato ed ha perso molte delle sue capacità, è distonico, la MRI mostra cambiamenti. Inoltre ha cambiato comportamento mostrando irritabilità, mancanza di sonno, tollera soltanto di essere in movimento come nello girello ed ha la testa sudata. Poche domande:
1. Gli viene somministrato ubichinone, vitamina E, vitamina c, tiamina, riboflavina, e biotina. Quali altre vitamine e cofattori possiamo dargli? Quali sono le dosi ottimali per le suddetti vitamine?
2. come raccomandato stiamo facendo una biopsia del muscolo, ma ho una punta di nervosismo perché sono stato avvertito circa le controindicazioni dell'anestetico.  Quali precauzioni possiamo prendere prima, durante o dopo la procedura? Quanto avvicina una biopsia del muscolare all'emissione di una diagnosi?



1 aprile 2005 Risponde:  Salvatore DiMauro MD

Il vostro bambino sembra avere molte caratteristiche della sindrome di Leigh, la quale ha molte cause differenti, ma tutto relative a disfunzione mitocondriale.
Le dosi delle vitamine non sono cruciali, poiché queste sono soltanto misure palliative. La biopsia del muscolo sarà molto importante per una diagnosi precisa. La biopsia solitamente è fatta sotto l'anestesia locale e presenta molto pochi rischi.


 


Domanda 142

coenzima Q10

Abbiamo una ragazza di 3 anni e mezzo con carenza parziale del complesso I, ed ha associata una encefalopatia mitocondriale vista alla MRI e che si presenta con ritardo mentale e motorio ma stabile e con nessuna regressione evidente. Prende un cocktail via PEG  di antiossidanti, carnitina e creatina, ma finora gli non abbiamo dato il coQ. È controindicato il coQ nei disturbi del complesso I? Se non, quale è il suggerimento quando e quanto ne dovrebbe essere dato? ci sono nuovi suggerimenti riguardo gli integratori ed il trattamento? Il Il vostro consiglio sarebbe apprezzato.



15 marzo 2005 Risponde:  D. M. Turnbull, MD, PhD

L'uso di ubichinone nella malattia della catena respiratoria mitocondriale è in qualche modo variabile fra i centri. Finora non ci sono sperimentazioni sull'uso dell'ubichinone nella carenza del complesso I, ed alcuni clinici lo aggiungono al cocktail delle terapie ed altri no.

Sono tempi di cambiamento e mi dispiace di essere così vago, ma i protocolli di trattamento nella malattia mitocondriale non sono stati stabiliti.
 



DOMANDA 141

Decorso della sindrome di KEARNS SAYRE (KSS).

A mio figlio di 19 anni è stata diagnosticata la sindrome di Kearns Sayre (KSS) nel 1998. Noi lo portammo da uno specialista in mito per una seconda opinione ed egli confermò la diagnosi. Qui stanno le mie preoccupazioni:

1. Abbiamo scoperto recentemente che il suo cuore ha molti episodi dove batte a 266 battiti/min. Si pensa che egli abbia una tachicardia atriale. E' questa collegata alla KSS?

2. Egli ci disse che sta attraversando un periodo difficile. Le difficoltà stanno aumentando. cosa significa questo?

3. Il nostro figlio non dice mai molto circa la sua salute; tuttavia, recentemente ha formulato l'osservazione che sa che il suo corpo sta cambiando molto. Sta prendendo il cocktail di vitamine e di cO
Q10 ma ritiene che non facciano nulla per ritardare la progressione del male.
5. Quando lo abbiamo portato dallo specialista in mito nel 1998, il medico ci ha detto che nostro figlio era fortunato perché aveva soltanto "la delezione comune". Ho pensato che questo significasse che la sua vita non sarebbe cambiata troppo. Tuttavia dal 1998, molte cose sono cambiate o alterate nella sua vita e sembra che le cose non stiano migliorando per lui. Mio marito ed io stiamo notando alcune cose importanti. Sembra così differente dal momento della prima diagnosi. So che ogni situazione è differente, ma spero che voi possiate aprirmi uno spiraglio su questa malattia e su che cosa potrebbe accadere a lui in futuro. Realmente stiamo provando a occuparci di questo ed a capirlo ed aiutarlo come possiamo, il meglio possibile. Preferirei avere una conoscenza migliore su ciò che potrebbe accadere piuttosto di trovarmi impreparata quando o se accade.
 



Risponde: 
Russell Saneto, DO

Sono spiacente di quanto sento di vostro figlio. Da quello che avete scritto, ha la delezione di mtDNA e non la mutazione del punto di mtDNA che causa la KSS. Uno dei problemi che è comune con questo disturbo è l'aritmia  cardiaca, specificamente un blocco di conduzione cardiaca. Alcuni pazienti hanno bisogno di uno stimolatore cardiaco. ci sono rapporti di pazienti che presentano dei disturbi di conduzione cardiaca che si sono manifestati 6-8 anni dopo che sia stata notata la ptosi e rapporti di alcuni pazienti dove sono passati più di 15 anni. Suggerirei che vi assicuriate che vostro figlio sia seguito da un cardiologo.

Purtroppo, la malattia mitocondriale è progressiva. ciò varia dal paziente al paziente (veda sopra), ma è il presente probabile in tutti i pazienti mitocondriali. Non ci sono grandi studi che indicano che l'uso del
coenzima Q10 ed altri antiossidanti sono favorevoli nel trattamento della malattia mitocondriale. Teoricamente, dovrebbero aiutare nell'impedire o nel rallentare il processo di danneggiamento radicale dell'ossigeno delle membrane mitocondriali e l'avanzare della disfunzione mitocondriale. ci sono stati piccoli studi che mostrano sia il beneficio che non beneficio con l'uso degli antiossidanti. Nel caso del vostro figlio, non sappiamo come egli starebbe a questo punto, se non avesse usato gli antiossidanti. Alcuni pazienti possono avvertire soltanto la diminuzione nella progressione (quindi, non si riterrebbero soggettivamente migliorati) e nessun miglioramento delle funzioni non mitocondriali (sensazione soggettiva di miglioramento). Alcuni pazienti possono non avere alcun beneficio. Realmente dobbiamo lavorare di più in quest'area per capire se l'uso degli antiossidanti aiuta realmente i pazienti.

Poiché a vostro figlio è stato diagnosticata la delezione con il precedente esame, un ulteriore esame probabilmente non darebbe una risposta o un'individuazione differente.

E' impossibile poter predire in quale modo evolverà la situazione di un particolare paziente con una data malattia mitocondriale o come starà una persona nei prossimi numerosi mesi o anni. chiaramente, mentre la malattia progredisce il paziente comincia a notare l'avanzamento dei sintomi. Un buon motivo per essere seguito da qualcuno che abbia un interesse nella malattia mitocondriale e che debba rintracciare la progressione di malattia e che cosa può aiutare o non aiutare quel paziente particolare. Si stanno provando nuove cose e dovrebbero essere quei medici che si interessano a questa malattia, che conoscono le novità nel settore mitocondriale e  cosa provare. ciò sarebbe un altro motivo per cercare qualcuno che abbia un interesse in questa malattia.

Sono spiacente che ci non ci sia un trattamento magico che aiuti vostro figlio. La manipolazione di piccole cose che possiamo controllare, quali la dieta, il riposo, l'uso di una carrozzina, ecc sono cose che probabilmente lo aiuteranno ma non cureranno la  malattia di vostro figlio.

 



DOMANDA 140 

cellule del cordone ombelicale: possibile terapia?

La figlia di mio fratello (mia nipote) ha la sindrome di Leigh ed io ora sto aspettando il mio primo bambino. Stavo domandandomi se venisse fatta qualche ricerca con le cellule del cordone ombelicale per aiutare il ritrovamento di una cura? Se c'è una qualsiasi probabilità che in avvenire queste cellule del cordone ombelicale possano aiutare mia nipote allora vorrei conoscerla in modo da poter cominciare io il procedimento burocratico per la conservazione delle cellule del cordone ombelicale quando partorirò in giugno.  



Risponde: 
Susan Winter, MD

Attualmente, sono ignara di ricerche che siano state fatte sul trapianto di cellule del cordone ombelicale per i disturbi mitocondriali. La malattia di Leigh può avere molte cause e secondo la causa, le cellule del cordone ombelicale possono o non possono essere utili. Suggerirei di chiedere a suo fratello di controllare con l'esperto che cura vostra nipote per vedere se le cellule del cordone ombelicale del vostro bambino potessero essere usate per aiutare vostra nipote. Il medico trattante dovrebbe potere guidarli con questa decisione.



DOMANDA 139 

Esaminare altri famigliari per accertare se sono portatori?

A mio figlio è stata diagnosticata carenza da piruvato carbossilasi. Ora egli ha un anno. Io ho una domanda: il gene responsabile della Pc è situato nel braccio lungo del cromosoma 11. Il DNA degli altri membri della famiglia può essere testato per la Pc per vedere se essi sono portatori o l'unico modo è una biopsia muscolare?



11 gennaio 2005 Risponde:  David .R. Thorburn, PhD

La diagnosi è stata fatta probabilmente coltivando i fibroplasti cutanei e misurando l'attività (o l'ammontare) dell'enzima della piruvato carbossilasi. La misurazione dell'attività enzimatica è solitamente il modo per investigare i pazienti sospettati di avere questa malattia ma generalizzando, non è solitamente possibile individuare i portatori attraverso l'analisi enzimatica. con sole poche eccezioni, i portatori della maggior parte di carenze enzimatiche ha un attività enzimatica che è simile a quella di qualsiasi altra persona in salute.

Vostro figlio ha due copie del gene della piruvato carbossilasi, ciascuno portatore di una mutazione, una delle quali viene dalla mamma e l'altra dal papà. E' necessario trovare le due mutazioni (talvolta è la stessa mutazione in entrambe le copie) prima che i famigliari possono essere testati come portatori. Se le mutazioni sono già state trovate in vostro figlio, allora sarebbe possibile effettuare un esame del sangue, o forse un tampone orale per gli altri membri della famiglia. Altrimenti sarà necessario che il vostro medico trovi un laboratorio in grado di analizzare le mutazioni sui suoi fibroblasti cutanei.

Questo può essere importante cercare di organizzarlo, soprattutto se lei ed il suo partner state pensando di avere altri figli. comunque, voi dovreste discuterlo con il vostro dottore. Non ci dovrebbe essere molti vantaggi dal testare i membri della famiglia. Non c'è alcuna ragione per pensare che essere un portatore della carenza di piruvato carbossilasi avrebbe qualche impatto sulla propria salute. Tutti noi siamo portatori di almeno una decina di malattie, ma la maggior parte non ha influenza sulla salute. Poiché ci sono più di 30.000 differenti geni dei quali noi potremmo essere portatori, è solo quando  il nostro partner  risulta essere un portatore della stessa malattia che noi siamo a rischio di avere una gravidanza con un bambino affetto dalla malattia. In questo caso, come con il suo partner, c'è una possibilità su quattro per ogni gravidanza di avere un bambino colpito. Il rischio che qualcuno degli altri famigliari abbia un figlio con la carenza di piruvato carbossilasi è molto bassa, molto più bassa del rischio di avere un figlio con un qualche tipo di malattia genetica a cui va incontro  una qualsiasi coppia. La sola eccezione è se uno dei vostri famigliari avesse avuto figli con un parente o con uno dei famigliari del suo partner.

 


DOMANDA 138

Sondino gastrico e linea centrale.

Mia figlia ha 30 mesi e le è stata fatta la diagnosi di MITO per carenza del complesso III grave e del I lieve. Lei ha un sondino gastrico, sperimenta alcune dismotilità, disautonomia, attività epilettica, ed ha a volte allucinazioni. Presenta una crescita costantemente insufficiente, ha acidemia lattica, bassa cO2, chetosi, ipoglicemia, dolore muscolare, debolezza, denti guasti, una lesione nel lobo frontale anteriore cerebrale come una tagliatella, e talvolta le capitano infezioni sanguigne. Lei mangia qualcosa per bocca e necessita solo di un passeggino quando è affaticata. Ora prende: neurontin 75 mg due volte al giorno, coQ-10 175 mg al giorno, 600 mg al giorno di carnitor, B2 50 mg al giorno, al bisogno cloridrato per dormire, necessita di ossigeno quando dorme ed al bisogno anche di giorno. Pensa che trarrebbe beneficio da una linea centrale e iperale? E' stata menzionata ma non so cosa fare. Quale è il miglior dottore da cui andare e su cosa deve basarsi la mia decisione? Pensa che la mia bambina abbia una buona prognosi? E' una bambina molto piccola. cosa dovremo fare se c'è per aumentare la qualità della sua vita e quindi la quantità? Lei viene nutrita da 16 a 18 ore al giorno. Pensa che la lesione cerebrale derivi dalla sua malattia?



8 novembre 2004 Risponde: 
Russell Saneto, DO

Mi spiace sentire che sua figlia ha una malattia mitocondriale. Io deduco che quando lei dice che viene alimentata continuamente, significa che è presente un sondino gastrico. Se è così, allora lei ha un accesso per fluidi usando il sondino gastrico se si disidrata a causa della malattia. comunque, ci sono alcuni buoni argomenti a favore della linea centrale. La linea centrale è un accesso pronto per l'idratazione intravenosa, porta per TPN (tubo per la nutrizione parenterale)  se la nutrizione intravenosa è necessaria a causa di una disfunzione intestinale, e sito per i prelievi del sangue se sono necessari o per somministrazioni di farmaci intravenose. Se il suo apparato intestinale lavora bene e le consente di assimilare il nutrimento necessario, l'uso del TPN non è probabilmente necessario. Qualsiasi dispositivo invasivo aumenta la possibilità di infezione, che deve essere seguita con attenzione. Avere una linea centrale potrebbe essere più o meno utile a seconda della gravità di sua figlia. Questa è una decisione che dipende da quanto possa essere ammalata sua figlia e dai rischi e benefici della linea centrale che lei ed il medico di sua figlia occorrerà discutiate attentamente.

Il miglior medico per sua figlia è qualcuno che conosca lei e le condizioni mediche di sua figlia, qualcuno che sia disponibile a rispondere alle sue domande e rispondere ai bisogni medici di sua figlia. Solitamente questo è il pediatra, quando la maggior parte delle volte non c'è uno specialista in malattie mitocondriali vicino. comunque, molte volte c'è uno specialista mitocondriale all'interno della regione del suo paese che può servire come consulente per aiutare il suo medico locale a prendersi cura di sua figlia. Lei può trovare  una lista di specialisti nella sua zona attraverso la UMDF.

La prognosi per un particolare bambino è estremamente difficile senza conoscere meglio il bambino. c'è una gamma di possibilità, come lei potrebbe aspettarsi. Essenzialmente, se un bambino sta facendo miglioramenti nello sviluppo la prospettiva è migliore rispetto a quello di un bambino che ristagna o regredisce nello sviluppo. Senza una migliore conoscenza della sua bambina, non è possibile darle una prognosi.

Nel complesso, il medico cerca di dare/permettere al bambino le maggiori chance per raggiungere il proprio potenziale. Per la maggior parte dei pazienti questo implica le funzioni motorie e cognitive e la relazione con la propria famiglia e la società. comunque, ci sono altre questioni da affrontare rispetto alla "qualità". I problemi della qualità della vita sono differenti per ciascuna particolare famiglia ed il relativo  bambino. Ad esempio, completa assenza di attacchi epilettici con un bambino che è completamente sedato e non-rispondente può non essere una cura medica ottimale rispetto alla qualità della vita del bambino. Si ha un controllo bilanciato di una qualsiasi particolare condizione medica quando c'è un equilibrio tra procedure/farmaci e la capacità del bambino di rispondere alle sue condizioni ambientali. c'è anche il problema delle dinamiche famigliari. Per esempio, alcuni bambini possono avere lunghi attacchi epilettici fuori controllo che costringono una famiglia a portare il bambino al pronto soccorso per il trattamento. comunque, l'uso di un farmaco rettale che può essere dato a casa ha aiutato molte famiglie a fermare gli attacchi epilettici a casa, e quindi evitando una chiamata d'emergenza e la visita al pronto soccorso. Questo aumenta la qualità della vita sia del bambino che della famiglia. Lavorando con il suo medico ed altri professionisti, sia i problemi generali che particolari connessi alla malattia di sua figlia saranno promettentemente indirizzati.

Io non posso rispondere se le "lesioni nel suo cervello" derivino dalla sua malattia, poiché non ho visto le risonanze magnetiche e non conosco il contesto nel quale la MRI è stata effettuata.

Io spero che sua figlia stia facendo bene. Tenete duro e continuate a tenere la difesa di vostra figlia.
 



DOMANDA 137 

Disturbi del sonno.

Attorno ai tre anni mio figlio cominciò ad avere difficoltà a dormire la notte. Egli è diventato anche molto iperattivo e più tardi gli fu diagnosticata ADHD. I problemi del sonno sono solo stati gestiti con molteplici farmaci. Egli è troppo iper per mettersi a dormire, e persino con i farmaci non dorme molto "profondamente". Noi siamo intenzionati a consultare il Dr. Richard Ferber, l'esperto del sonno, come un pre-requisito all'esame dello studio del sonno. Io sono fermamente convinta che questo NON  è un problema comportamentale, ma un problema biologico. Lei ha  idea di qualche collegamento tra problemi del sonno e malattia mitocondriale? Mio figlio ha sette anni e ha la MADD e danni alla corteccia ed ai gangli basali; egli è anche legalmente riconosciuto come cieco.



4 novembre 2004 Risponde: 
Amy Goldstein, MD

Mi spiace sentire che ha avuto così tante difficoltà per cercare di aiutare suo figlio. come lei sa, le malattie mitocondriali possono colpire il cervello in modi differenti; causando ritardi nello sviluppo, ritardo mentale, disabilità nell'apprendimento, malattia da deficit di attenzione, attacchi epilettici, disturbi del sonno, e disturbi neuropsichiatrici. cercare di separare i problemi comportamentali da quelli biologici   come se essi fossero nero e bianco è molto difficile; essi sono così strettamente collegati che a volte essi sono uno e la stessa cosa.  ci sono molte volte in cui uno squilibrio biochimico nel cervello causa problemi comportamentali come un sintomo.
Il dott. Ferber è un pediatra  esperto del sonno rinomato nel mondo, e non molti hanno la possibilità di un consulto personale e tutti si devono accontentare in genere di leggere il suo libro per consigli. Io approfitterei di questa opportunità!
Se necessario, uno studio del sonno potrebbe poi valutare altre cause di disturbi del sonno (apnea, riflusso, attacchi epilettici, gambe senza riposo/movimenti limbici periodici, ecc.). La maggior parte dei centri hanno uno pediatra pneumologo o un neurologo specializzato in disturbi del sonno.

Infine, lei non menzionava se suo figlio era sotto qualche farmaco che potrebbe causargli il problema del sonno, come ad esempio stimolanti usati per aiutare la ADHD.
 



DOMANDA 136

Danni cerebrali e complesso I.

circa 4 mesi fa mi è stato detto che mia figlia di 11 mesi ha ipomielinazione in tutto il cervello e che c'è atrofia del cervelletto e perdita di volume anche nel Ponte di Varolio. Ed ora mi è stato detto l'altro giorno che lei ha una carenza del complesso I. Sono correlati i due? Può una malattia mitocondriale causare la riduzione del cervello?



4 novembre 2004 Risponde: 
Dr. carol Greene, MD MD

Alcune persone con malattie della catena respiratoria non hanno alcun problema neurologico. comunque, noi sappiamo che le malattie della catena respiratoria mitocondriale possono causare danno cerebrale in vari modi. Talvolta questo danno cerebrale non può essere visto agli studi radiologici come la tomografia computerizzata Tc e la MRI. Altre volte  la Tc o la MRI mostrano visibili cambiamenti inclusi ritrovamenti chiamati "ipomielinazione",  "perdita di volume" o "atrofia". come le parole "perdita di volume" e "atrofia" suggeriscono, il cervello può diventare più piccolo o "ridursi" in alcune persone come una conseguenza delle malattie mitocondriali. Inoltre, le strutture nel cervello (Ponte di Varolio e cervelletto) che lei menziona nella sua domanda possono specificatamente essere colpite da disturbi della produzione energetica mitocondriale. così la risposta alla sua domanda è sì, i ritrovamenti nel cervello che lei descrive essere stati visti in suo figlio possono certamente essere correlati ai problemi di funzionamento del complesso I. E' importante capire che c'è sempre la possibilità di alcune spiegazioni più complesse, ma la spiegazione più semplice qui - assumendo che la diagnosi di carenza del complesso I sia corretta! - è che la carenza del complesso I è la causa dei ritrovamenti nel cervello.

 



DOMANDA 135

Sesso e MITO.

Può il sesso, specificatamente un orgasmo, causare un incremento nei sintomi della mito in un adulto con la malattia?



4 novembre 2004 Risponde: 
Dr. Michio Hirano, Asst. Prof. Neurology

Le malattie mitocondriali sono causate da difetti della fosforilazione ossidativa, il percorso finale che usa l'ossigeno per convertire grassi, zuccheri o proteine in energia. Qualsiasi attività fisica che richieda una certa energia (ad es. il vigore sessuale) può essere stressante per pazienti con malattie mitocondriali e, in teoria, potrebbe peggiorare i sintomi. Nondimeno, molti pazienti adulti sono in grado di partecipare alle attività sessuali e sperimentare gli orgasmi. Poiché le malattie mitocondriali sono molto eterogenee, ciascun paziente dovrebbe discutere del problema dell'attività sessuale con il suo dottore.



DOMANDA 134

complessi III e I e sondino gastrico.

Mio figlio di tre anni e mezzo ha una malattia della fosforilazione ossidativa (specificatamente carenza del complesso III e possibile carenza del complesso I ). Egli ha avuto ipotonia e debolezza muscolare fin dalla nascita ma, con la fisioterapia, egli ha superato molte pietre miliari dello sviluppo motorio. Le mie domande riguardano il suo sistema gastrointestinale. Egli sviluppò lo scorso autunno grave dismotilità  gastrointestinale a seguito di un virus e ha avuto il sondino gastrico fin da marzo 2004. Egli viene alimentato dalla pompa con Alimentum poiché non riesce a tollerare molto cibo attraverso la bocca. Inoltre, egli non è in grado di avere normali movimenti intestinali (per quanto soffice!) senza una supposta per stimolare i nervi ed i muscoli. Io ho sentito di bambini con malattia mitocondriale che sperimentano regressioni e perdono le abilità guadagnate - può il sistema gastrointestinale cicatrizzarsi e tornare di nuovo "normale"? O una volta che il sistema del sondino gastrico danneggia, esso resta danneggiato per sempre? Infine, c'è una qualche data di prognosi per il complesso III, particolarmente in un bambino che rimane molto vivace ma ha debolezza muscolare e dismotilità gastrointestinale?



26 ottobre 2004 Risponde:  Dr. Annette Feigenbaum M.D.

Non si può dire con sicurezza quale sarà la progressione naturale e la storia di ciascun sistema nella malattia mitocondriale di uno specifico individuo sebbene sembri egli stia proprio bene ora, che è gia una buona cosa. I problemi gastrointestinali nelle malattie mitocondriali sono spesso molto difficili da gestire poiché risultano da una combinazione di problemi muscolari e neurologici ed autonomi. comunque io le chiederei se potesse essere fatta una più specifica diagnosi che possa aiutare o se il cambiamento del DNA mitocondriale è stato gia ricercato - ad es. delezioni/mutazione citocromo b o, se indicato, livelli di timidina per la MNGIE? Nella MNGIE, la terapia con timina, ed in altre, con il coenzima Q10 può essere di un certo aiuto come pure controllare i livelli della carnitina e integrarla se necessario.

 



DOMANDA 133

Riflusso, rigurgito, vomito.

c'è il sospetto che nostra figlia di due anni e mezzo possa avere una malattia metabolica. Il genetista è propenso verso l'area mitocondriale. Nostra figlia è ipotonica, ha grave riflusso, ritardi globali dello sviluppo, intolleranza al caldo, tolleranza al dolore anormalmente alta, maggiore regressione dopo una malattia, e ha problemi di equilibrio. Lei non è in grado di stare né seduta né in piedi da sola. Ha presentato bassi livelli di carnitina e le si alzano i livelli dell' acido metomilonico  durante una malattia.  E' stato suggerito di fare un "fundoplication". Noi vorremmo avere ulteriori informazioni sui dottori che trattino questo tipo di problemi e come essi affronteranno questa procedura. Quali sono gli aspetti positivi e negativi. Nostra figlia può avere talvolta più di quaranta accessi di vomito al giorno quando si tratta di una brutta giornata. Le è stata fatto una esofagoscopia e non c'era alcun danno. Lei deve avere un'ernia iatale. Qualsiasi informazione che voi potrete darci sarà tenuta in grande considerazione dalla nostra famiglia.



17 settembre 2004 Risponde:  Gerard T. Berry, M.D. MD

ci sono almeno due questioni. La prima è quella di stabilire la corretta diagnosi per sua figlia. E la seconda è la necessità di fornire il trattamento ottimale per il riflusso gastroesofageale (GER). La seconda è molto importante poiché è possibile che non possa essere fatta una specifica diagnosi , ma sua figlia necessita di un appropriato trattamento sintomatico.

Tutti i suoi problemi clinici sono compatibili con un difetto primario nel metabolismo ossidativo mitocondriale (OXPHOS). L'intermittente innalzamento dei livelli dell'acido metilmalonico (MMA) possono anche essere visti nelle malattie ossidative mitocondriali. comunque, il fenomeno del MMA può aumentare la probabilità che non possa essere fatta una diagnosi specifica. così da una parte, è importante che venga escluso un difetto primario nel metabolismo della vitamina B12 poiché esso potrebbe ben essere associato ad un aumento intermittente del MMA nelle urine. Il ritrovamento di un alto livello di MMA e dell'aminoacido omocisteina nel plasma indicherebbe un difetto nella vitamina B12 come la causa dei suoi problemi. La ragione più importante per trovare la causa metabolica sottostante, sia essa Ox-Phos o la vitamina B12, è che una specifica terapia potrebbe aiutarla contro il vomito e il riflusso gastroesofageale migliorerebbe o perfino scomparirebbe.

Problemi metabolici di molti differenti tipi sono associati con vomito ricorrente. E l'ipotonia di qualsiasi causa può predisporre un neonato o un bambino al GER e all'ernia iatale. E' imperativo che voi lavoriate strettamente con un esperto pediatra gastroenterologo per prendere la decisione se effettuare una  fundoplication. Sarebbe la logica procedura da fare per il GER da solo o associato con rigurgito minimo o moderato. Ma se il vomito è veramente incontenibile e violento, potrebbe, perlomeno causare la rottura del fundoplication, e al peggio, causare lacerazioni o una rottura dello stomaco, se un sfogo naturale è stato artificialmente ostruito ed è necessario espellere i contenuti dello stomaco durante durante un vomito incontrollato. Lei dovrà usare tutto il suo buon senso.

 



DOMANDA 132

MELAS, acido lattico e riboflavina.

Mia figlia di otto anni ha la MELAS, mutazione A3243G. La sindrome cominciò nel luglio 2003 con un grave episodio di simil-ictus che coinvolse la regione occipitale ma senza alcuna conseguenza. Da agosto 2003 ad aprile 2004 lei non ha avuto sintomi. Da maggio 2004 fino a settembre 2004, lei ha avuto 5 episodi di simil-ictus, senza conseguenze. Ora i suoi sintomi sono: episodi di simil-ictus, ptosi e alta acidosi lattica. Lei prende CoQ10, L-carnitina, Vit. c e E e acido folico.

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Potrei reputare che lei sia eteroplasmica ?

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Potrei considerare che la percentuale di mitocondri non mutati cambi in modo casuale ? Perfino nelle cellule cerebrali?    

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Potrebbero le medicine che lei prende aumentino la percentuale di mitocondri non mutati?
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Potrei considerare l'acido lattico come responsabile di tutti questi episodi?
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Potrei usare l'acido lattico come un indicatore per il trattamento, con ciò intendendo che se l'acido lattico va giù ogni cosa sta andando bene; se d'altra parte, esso va su significa che qualcosa va male?
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Potrei usare la RIBOFLAVINA  per ridurre l'acido lattico (nel mio paese, DcA non è disponibile)?



12 ottobre 2004 Risponde:  Andrea L. Gropman, MD

Mi spiace sentire che sua figlia ha la sindrome MELAS. come lei descrive, lei possiede la più comune mutazione mtDNA associata con la malattia, e sfortunatamente, ha sperimentato le caratteristiche più comuni e problematiche, denominate acidosi lattica e episodi di simil-ictus.
L'eteroplasmia descrive lo stato dove copie normali del genoma mitocondriale e copie anormali (cioè la mutazione A3243G) possono coesistere nella stessa persona. La maggior parte degli individui con malattie mitocondriali hanno eteroplasmia, comunque, che non è determinata clinicamente, ma piuttosto dalla valutazione del numero di genomi mtDNA normali e anormali presenti nei campioni di tessuto sottoposti ad esami di laboratorio di genetica molecolare.

Nelle celle che non si dividono più, come nel cervello e nei muscoli scheletrici, non ci si aspetta che cambi il rapporto tra genomi normali e anormali. 

come lei sa,  mentre molti pazienti con malattie della fosforilazione ossidativa sono trattati con cofattori, non c'è stato alcun studio scientifico che ne assicuri la efficacia di questi. I cofattori sono scelti per le loro capacità di migliorare probabilmente l'attività di un enzima (o enzimi) che non sta lavorando alla massima capacità in queste malattie e pertanto potenzialmente superare una carenza o una mancanza metabolica. Non ci si aspetta che i farmaci altereranno i livelli delle copie mutate e normali del genoma mitocondriale.

Mentre il lattato è spesso elevato nei pazienti con MELAS, non è chiaro se l'acidosi lattica è la causa o il risultato della disfunzione neurologica. E' un indicatore di un metabolismo metabolico scompensato, come il metabolismo anaerobico risulta dall'aumento del lattato a causa della deviazione del percorso metabolico a quelli non richiedenti ossigeno, quando il metabolismo energetico o metabolismo aerobico è interrotto. Aumenti del lattato possono essere osservati in altre condizioni, pertanto non è specifico di una malattia mitocondriale, come ad esempio quelle associate con inadeguato flusso sanguigno - ictus vascolare, tumori, attacchi epilettici, danni da ipossia, e altri errori congeniti del metabolismo. Livelli di lattato possono rimanere elevati dopo l'evento acuto. Ridurre i livelli di lattato non sempre coincide con miglioramento clinico, ma può essere usato come un indicatore per un intervento terapeutico.

Alcuni pazienti con MELAS che hanno sintomi medi  o portatori di geni che appaiono asintomatici, possono non avere lattato elevato a riposo, possono averlo sotto stress, o possono avere lattato localizzato solo nel fluido cerebro spinale, ma non in altre aree del cervello quando vagliate con la MRI, la risonanza magnetica.

Aumenti del lattato possono indicare cambiamenti imminenti nella funzione neurologica. I livelli di lattato nel sangue non corrispondono necessariamente con il livello del lattato nel cervello o nel cSF, fluido cerebro spinale.

La riboflavina viene spesso usata per ridurre i livelli di lattato. Mentre il DcA che è un agente che riduce il lattato, non è stato ancora mostrato provocare una variazione significativa del corso clinico di individui con malattie mitocondriali e acidosi lattica, eccetto forse in casi limitati. Pertanto, lei può continuare ad usare la riboflavina, che è più sicura del DcA in termini di probabili effetti collaterali.

 



DOMANDA 131

Cecità sordità ed atassia.

Mio figlio di 41 anni potrebbe avere una malattia mitocondriale. Sconosciuta. Egli è legalmente riconosciuto come cieco, sordo, ha atassia, ed è in carrozzina. Egli legge e scrive in braille e usa il linguaggio tattile dei segni. Era un bambino normale e si è lentamente deteriorato in questi 41 anni. Egli ha atrofia ottica e sordità neurogena. c'è qualcun altro come lui? Egli ha grave dolore ad un'anca a causa di  una leggera lussazione 10 anni fa, ha avuto 4 operazioni e i nervi infiammati, ma niente aiuta.



24 settembre 2005 Risponde:  Salvatore DiMauro MD

Sì, una malattia mitocondriale è da considerare per suo figlio. . Abbiamo noi visto qualcuno con una condizione simile? Sì, noi stiamo seguendo un uomo di mezza età che è diventato cieco, ha l'udito gravemente danneggiato, e neuropatia periferica (che anche suo figlio dovrebbe avere), ma non atassia.

 



DOMANDA 130

Carnitor e coenzima Q10

A mio figlio è stata diagnosticata una miopatia mitocondriale quando egli aveva otto anni e quando ne ebbe 12 un neurologo gli prescrisse carnitor. Dopo aver assunto questo per un anno senza alcun beneficio, noi decidemmo di sospendere il farmaco. Ora ho letto del coenzima Q10. Dovremmo provare con questo? Ed è ipotizzabile prendere il carnitor insieme con il coenzima Q10? Quanto coenzima Q!0 dovrebbe essere preso da una persona? Inoltre c'è un modo per aiutare mio figlio ad acquisire peso? Egli è alto m.1,50 e pesa circa 45 kg. Qual'è un buon integratore alimentare da prendere?



24 settembre 2005 Risponde:  Russell Saneto, DO

Mi spiace sentire di suo figlio. Per quei pazienti con una carenza definita di un particolare supplemento, come ad esempio la carenza di carnitina, noi solitamente vediamo un miglioramento quando viene aggiunto il supplemento. comunque, per la maggior parte, noi proviamo differenti integratori nella "speranza" di aiutare il paziente (quando il paziente non ha una carenza definita di una vitamina o di un altro supplemento). ci sono stati pochi studi volti ad esaminare se gli integratori aiutino il quadro clinico nei pazienti senza una particolare carenza. Diversi piccoli studi hanno mostrato sia un beneficio che un non beneficio usando integratori di vitamine o supplementi nei pazienti mitocondriali. I numeri necessari per dimostrare un beneficio sono grandi e finché non ci sarà un tale studio, è difficile prescrivere o persino non prescrivere l'assunzione di farmaci e supplementi.

La mia opinione è largamente influenzata,  similarmente alla maggioranza dei medici che suggeriscono ai loro pazienti con malattia mitocondriale di assumere vitamine. Le mie opinioni su questa questione non sono universalmente condivide tra gli esperti mitocondriali. Usare supplementi in questa popolazione di pazienti fece parte del mio apprendistato. Io ho continuato a suggerire l'uso di vitamine nella mia popolazione di pazienti. comunque, non ci sono dati conclusivi che dimostrino che le vitamine aiutino a migliorare lo stato clinico di pazienti con malattia mitocondriale, eccetto per quei pazienti che hanno una definita carenza vitaminica. Io faccio così, per il principio base teorico della riduzione del carico di radicali di ossigeno o produzione di radicali di ossigeno che avviene a causa della disfunzione della catena di trasporto degli elettroni. Sembrano esserci alcune evidenze che la riduzione della produzione  di radicali di ossigeno, formazione o specie, possono ridurre il possibile ulteriore danno della funzione mitocondriale. Non è stato pienamente studiato se l'uso di vitamine aiuta a preservare la funzione mitocondriale nei nostri pazienti (vedere sopra). certamente, un largo studio dovrebbe essere fatto in futuro, ma se uno verrà mai fatto è dubbio.

La risposta alla sua domanda sul coenzima Q10. Questa è una vitamina che si trova nelle membrane ed all'interno di certe strutture all'interno di ogni cellula; uno degli organelli sono i mitocondri. Esso è coinvolto nel favorire la funzione della catena di trasporto degli elettroni per produrre energia o ATP. Esso è anche un anti-ossidante molto forte (significando che esso detossifica i radicali di ossigeno). Dipendendo dal tipo di coenzima Q10 usato, io solitamente raccomando tra 1mg/kg/giorno fino a  5 mg/kg/giorno diviso in due dosi al giorno. Io raccomando anche di prendere la vitamina E insieme con le dosi di coenzima Q10. comunque, non ci sono studi che dimostrino che il coenzima Q10 aiuti universalmente i pazienti mitocondriali, ad esclusione di quelli che hanno una carenza di coenzima Q10.

Riguardo al guadagnare peso, io raccomanderei che voi vediate un nutrizionista per valutare la sua dieta, apporto calorico, e possibili problemi di assorbimento.
 



DOMANDA 129

Disturbo bi-polare.

A mia figlia di 23 anni è stata recentemente diagnosticata una carenza di IgA. Quando era dodicenne le fu diagnosticata una malattia borderline. che venne cambiata in disturbo bi-polare quando aveva 15 anni, e di nuovo borderline circa due anni fa. Lei ha sempre sofferto di iper-sensibilità alle punture delle api e delle zanzare. Lei diventa frequentemente bollente l'ultima volta per quattro mesi. Lei soffre di bronchiti asmatiche e leggere febbri da fieno tipo allergie. Lei anche, un paio di volte all'anno, soffre di aree cieche nel campo visivo dell'occhio destro, formicolii alle dita delle mani e dei piedi. Un mio amico mi ha suggerito che questa combinazione di problemi fisici e mentali potrebbe essere correlata ad una malattia mitocondriale. E' possibile? Dovremmo farle fare gli esami per ogni malattia mitocondriale? c'è una direzione che dovremmo seguire per prima?



26 agosto 2004

Risponde:  Dr. Michio Hirano, Asst. Prof. Neurology

come probabilmente sa, i pazienti con malattie mitocondriali hanno diversi problemi medici. Noi stiamo individuando sempre più manifestazioni psichiatriche, come la depressione nelle malattie mitocondriali e perdita di visione in un occhio è la solita caratteristica presente nella neuropatia ottica ereditaria di Leber, quindi è possibile che sua figlia abbia una malattia mitocondriale; comunque, io credo che questa diagnosi è improbabile. I suoi problemi psichiatrici sembrano essere correlati ad anormalità del suo sistema immunitario: carenza di IgA, ipersensibilità alle punture degli insetti, asma, ed allergie da fieno. Inoltre, i suoi sintomi neurologici, la transitoria perdita della visione in un occhio e l'intermittente formicolio alle dita dei piedi e delle mani, potrebbero essere dovuti ad anormalità immunologiche (ad es. infiammazione dei nervi). Io suggerisco che sua figlia sia visitata da un neurologo per i suoi problemi di visione e sensori. Poiché la diagnosi di una malattia mitocondriale e remotamente possibile, io raccomando che siano misurati i lattato e piruvato nel sangue. Se il lattato è elevato, allora un'ulteriore valutazione per una disfunzione mitocondriale dovrebbe essere considerata.

 



DOMANDA 128

Autismo e metalli pesanti.

Io cercherò di essere breve, ma sento che lei abbisogna di una piccola parte di informazioni sul passato per rispondere alle mie domande. Io ho un piccolo esserino il quale è stato diagnosticato come autistico all'età di 18 mesi. Nei quattro anni trascorsi, egli ha avuto molti gravi "episodi" di aggressione fisica e verbale. A volte egli soffre di alcuni pensieri deliranti minori. E' stato ospedalizzato due volte a causa del suo comportamento fuori controllo. I suoi episodi possono scaturire, letteralmente, nel giro di secondi. Quando essi finiscono, è come se non fosse accaduto nulla...egli non sembra perfino rendersi conto che era così totalmente fuori controllo. Egli, ad un certo punto, ebbe una diagnosi potenziale di schizofrenia, ma è troppo giovane per una diagnosi formale.

Recentemente, gli è stata diagnosticato di avere una delle malattie mitocondriali, non ancora specificata. Qualcuno suggerì che la famiglia lo doveva far esaminare per i metalli tossici pesanti. I risultati vennero fuori molto disturbati. Egli è nel 93% per piombo pesante. Egli è nel 2% per calcio (egli sta sperimentando perdita della visione nel suo occhio destro). Il suo manganese era sopra l'85%. I suoi acidi grassi erano sopra il 99%. IL mercurio non compariva in questi risultati.

Ora le domande...1) è questo tipico nelle malattie mitocondriali? Possono i problemi mitocondriali essere la causa dei livelli estremamente alti di metalli pesanti? 2) ci era stato detto che una volta che il carico dovrà essere chelato , il mercurio mostrerà probabilmente anche molto alto. E' questo tipico? Perché questo? 3) Quale é la prognosi una volta che egli è chelato? Quanto prenderà la chelazione? 4)ci è stato anche detto che qualsiasi danno o regressione sono permanenti. La chelazione bloccherà futuri deterioramenti, ma non ripara qualsiasi danno già fatto. E' questo preciso? 5) Una volta chelato, i livelli elevati probabilmente ritorneranno in tempo?
 



24 agosto 2004 Risponde:  Andrea L. Gropman, MD

Mi spiace sentire che voi abbiate avuto tali problemi con vostro figlio. Mentre è stata vista come una caratteristica di alcune malattie mitocondriali la gamma della malattie autistiche/autismo, molte malattie mitocondriali non presentano la caratteristica dell'autismo. I gravi episodi di aggressione fisica e verbale sarebbero atipici per l'autismo, ed io concordo che dovrebbe essere perseguita l'investigazione di  una possibile altra eziologia come quella cromosomale (Smith Magenis ad esempio se le caratteristiche combaciano), psichiatrica (ad esempio malattia bipolare ) o malattia epilettica.

Lei non fornisce alcuna informazione su come la diagnosi mitocondriale sia stata fatta; pertanto io posso solo rispondere alla sua domanda in modo generico. Mentre alcune  caratteristiche del sovraccarico di mercurio possono essere comprese nella malattia autistica, non c'è consenso sul ruolo dei metalli pesanti e sugli esami per un tale ruolo nelle malattie del neurosviluppo. Alcuni bambini con sovraccarico di mercurio possono sperimentare regressione del linguaggio e sociale, e intolleranza alla luce e al suono; comunque, più studi clinici controllati occorrono per giungere ad un indirizzamento su questo problema.

Biochimicamente, il mercurio è conosciuto per legare i gruppi sulfidrilici, e poiché i mitocondri sono ricchi di tali gruppi SH, esso può compromettere la respirazione cellulare. La funzione mitocondriale  compromessa è stata suggerita in alcuni casi di autismo a causa della associazione frequente con acidosi lattica e carenza di carnitina; comunque, altri percorsi sono anche potenzialmente importanti nell'autismo come quello della serotonina , nel quale il mercurio potrebbe essere coinvolto.

casi di sovraccarico di metalli pesanti non appaiono essere un problema comune visto delle malattie mitocondriali. Pertanto, io non posso fare considerazioni sul ruolo della chelazione nell'ambito delle malattie mitocondriali.

 



DOMANDA 127

Farmaci controindicati nella MITO.

Io sono al corrente che ci sono diversi farmaci che le persone con malattie mitocondriali dovrebbero evitare, ma non li conosco tutti. La mia preoccupazione è quella di evitare potenziali problemi: c'é una "lista" di farmaci da evitare?



20 agosto 2004

Risponde:  Amy Goldstein, MD

ci sono certi farmaci da prendere con precauzione quando si ha una malattia mitocondriale. Questa non è una lista esaustiva e non è pertinente  per ogni paziente con malattia mitocondriale. Riveda la sua individuale malattia ed i farmaci con il suo medico personale.

Prioritariamente a qualsiasi procedura chirurgica, riveda la sua storia medica con l'anestesista. certi anestetici usati nelle procedure chirurgiche dovrebbero essere usati con precauzione, e questi dovrebbero essere rivisti con l'anestesista. La decisione se usare specifici farmaci deve essere basata sulla sua malattia, età, e la procedura chirurgica che dovrà essere eseguita. Una rassegna viene fornita nel opuscolo "Pensa ai mitocondri" del  Drs. Bruce cohen, John Shoffner, e Glenn DeBoer, ristampato nella primavera 1998 nella UMDF Newsletter, ed è disponibile chiamando gli uffici UMDF. Pazienti con malattie mitocondriali potrebbero essere a rischio per una condizione chiamata ipertermia maligna, e c'è un protocollo per l'anestesista da seguire per questa condizione.

L'acido valproico  (Depakote) è stato usato come un farmaco anti-epilettico con sicurezza in alcuni pazienti; comunque, esso ha portato a conseguenze gravi e fatali in alcuni pazienti. Esso dovrebbe essere evitato nei  pazienti molto giovani, specialmente quando la diagnosi è incerta. comunque, se un paziente è stato in cura con il Depakote senza problemi, con un attento monitoraggio  , è generalmente sicuro continuare con questo farmaco. Il Depakote può esaurire le riserve di carnitina, e pertanto la carnitina dovrebbe essere integrata quando si usa il Depakote.

Se sono necessarie infusioni intravenose, la soluzione Lactated Ringers dovrebbe essere evitata poiché contiene acido lattico.

I farmaci antiretrovirali ( farmaci anti-HIV ) sono tossici per i mitocondri e dovrebbero essere evitati se possibile.

Il Doxorubicin, un farmaco chemioterapico, causa cardiomiopatia come un effetto collaterale, molto probabilmente attraverso un danneggiamento mitocondriale, e dovrebbe essere evitato.

Gli antibiotici aminoglicosidi, come la gentamicina, la streptomicina e la tobramicina, possono indurre perdita dell'udito da danno mitocondriale.  Questo rappresenta il 5-10% della sordità indotta da farmaci e il  0.6% - 2% della popolazione sorda. Questi antibiotici dovrebbero essere evitati se la causa della malattia mitocondriale è sconosciuta. ci sono specifiche mutazioni puntiformi nel mtDNA che rendono uno più suscettibile a questo danno ototossico.

certi farmaci antipsicotici possono aumentare il rischio di diabete e dovrebbero essere usati con precauzione e frequentemente monitorati.

I farmaci possono essere essenziali per la sua salute ed il suo benessere. Prego riveda ogni preoccupazione che lei abbia con il suo medico. Ulteriori informazioni potranno essere ottenute dal sito della UMDF e attraverso la letteratura disponibile presso gli uffici UMDF.

 



DOMANDA 126 

carenza di piruvato carbossilasi e sindrome di DI LEIGH.

A mio figlio di 6 mesi è stata appena diagnosticata la carenza di piruvato carbossilasi. Se la biopsia non era fresca, è questa una vera diagnosi? Inoltre, ha mai avuto un paziente con questa carenza che abbia superato l'età di 1 anno?

 



30 luglio 2004 Risponde:  Dr. carol Greene, MD MD

Grazie a Lei per la sua domanda, e spero di poterla aiutare un poco a fare bene.

Mi lasci rispondere per prima alla sua seconda domanda. Ho indubbiamente tenuto in cura pazienti con carenza di piruvato carbossilasi che hanno vissuto bene dopo il loro primo anno di vita. comunque, ciascuna persona è diversa, e le aspettative di vita non sono sempre prevedibili. Talvolta noi possiamo prevedere l'aspettativa di vita basandoci sui tipi di problemi che hanno portato a questa diagnosi. Per esempio, in alcuni bambini, la carenza di piruvato carbossilasi è stato riportato essere causa di un tipo di malattia neurodegenerativa chiamato "Sindrome di Leigh", che viene diagnosticata usando la MRI -risonanza magnetica- del cervello, e la maggior parte di questi bambini ha una vita molto breve. Altri bambini con carenza di piruvato carbossilasi possono essere proprio in salute a lungo purché vengano prese speciali precauzioni quando essi prendono le malattie infantili. I dottori che hanno lavorato con voi per fare la diagnosi saranno nella posizione migliore per aiutarla a capire cosa il futuro potrebbe riservare a voi e a vostra figlia.

La vostra domanda a proposito della diagnosi è anche molto interessante, e risulta avere una risposta complessa.

Innanzitutto, come molti altri enzimi, l'enzima piruvato carbossilasi può essere misurato in un numero di differenti tessuti, e può essere misurato sia nel tessuto fresco che in un tessuto che è stato appropriatamente conservato. Non è necessario che il tessuto sia fresco al fine di fare la diagnosi di carenza di piruvato carbossilasi - ma la questione è come il tessuto sia stato conservato. Se il tessuto è stato maneggiato appropriatamente, i risultati dell'enzima piruvato carbossilasi misurati nel tessuto conservato possono essere proprio accurati.

Inoltre, quando viene fatta una diagnosi di  carenza di piruvato carbossilasi, è necessario conoscere i risultati di altri test enzimatici in quella persona. I risultati di altri test enzimatici effettuati sullo stesso campione sono utili perché, se il tessuto non è stato appropriatamente  trattato, altri enzimi a parte il piruvato carbossilasi potrebbero anche avere un attività ridotta nelle misurazioni in laboratorio. E' anche importante sapere se la carenza di piruvato carbossilasi è il solo problema biochimico, o se la ridotta attività del piruvato carbossilasi  è parte di un'altra condizione - per esempio, la condizione conosciuta come "carenza di carbossilasi multipla". Se la carenza di piruvato carbossilasi risulta essere parte di una malattia che colpisce pure altre carbossilasi, questo cambierebbe la diagnosi e possibilmente il trattamento.

Se c'è qualche dubbio sulla diagnosi, talvolta risulta appropriato esaminare l'attività dell'enzima piruvato carbossilasi in altri tessuti, come certe celle del sangue e i fibroblasti della pelle, o esaminare altre attività enzimatiche. In alcuni casi l'attività dell'enzima piruvato carbossilasi può essere variabile dipendendo da quale tessuto è stato esaminato ( ma per quanto ne so, avere questo tipo di informazioni non le dice quali sintomi o quale aspettativa di vita aspettarsi).

così come lei può vedere, è importante avere molte più informazioni su come il campione è stato trattato e su come sono stati fatti gli esami al fine di sapere se lei ha ricevuto una "vera diagnosi". Io spero che queste informazioni siano di aiuto a lei - e ad ogni altra famiglia- per sapere quali domande porre ai propri dottori sulla accuratezza di qualsiasi diagnosi fatta su esami di laboratorio dell'attività enzimatica.