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aggiornato
al 27 giugno 2007
fonama@fonama.org
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DOMANDA 125
Malattia
mitocondriale e distrofia muscolare.
Un bel po' di tempo fa ho letto qualcosa riguardo le malattie mitocondriali e la distrofia muscolare. Nostro figlio ha una malattia
mitocondriale con carenza di cOX IV, mi sono meravigliato dei collegamenti esistenti fra la malattia mitocondriale e la distrofia muscolare... capisco gli aspetti
mitocondriali, ma sono confuso.
21 luglio 2004 Risponde:
Michael Bennett, PhD FRcPath DABcc
Nella distrofia muscolare si ha una distruzione della normale struttura
muscolare. Responsabili di queste alterazioni sono alcune proteine che normalmente si trovano sulla membrana muscolare. L'esempio più noto è una proteina chiamata
distrofina, che è anormale in una malattia che colpisce i ragazzi ed è chiamata distrofia muscolare di Duchenne. Sebbene le mutazioni nel gene che fabbrica la
distrofina possano essere identificate, non è conosciuta l'esatta funzione della distrofina nella membrana cellulare muscolare. Quando è presente una molecola della
distrofina anormale, il tessuto muscolare inizia lentamente a distruggersi ad indebolirsi ed anche a diventare totalmente insufficiente.
Nella malattia mitocondriale che colpisce i muscoli tutto questo non avviene, il problema di base è che il muscolo non
è in grado di generare energia a sufficienza per funzionare normalmente. Questo porta a quella debolezza muscolare che è chiamata miopatia. La miopatia può essere
progressiva o statica. Non c'è in ogni modo una perdita cronica di tessuto muscolare nella malattia mitocondriale così come avviene nelle distrofie ma occasionalmente
ci può essere una perdita acuta di tessuto muscolare dovuta ad un processo conosciuto come rabdomiolisi. In questo caso, le cellule muscolari si rompono rapidamente
quando c'è uno stato di stress o uno sforzo muscolare. La perdita acuta di tessuto muscolare può portare ad un danneggiamento dei reni dovuto al rilascio repentino di
proteine muscolari nel circolo sanguigno.
Ambedue distrofie e miopatie mitocondriali producono debolezza
muscolare ma i meccanismi che la causano sono diversi.
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DOMANDA124
Ictus e
farmaci antiepilettici.
Ho 43 anni e mi è stata diagnosticata una neuroencefalopatia mitocondriale circa 3 anni e mezzo fa. Ho avuto un ictus al lato sinistro (TIA)
ed ho riacquistato la maggior parte delle funzioni di quel lato. Ho anche avuto quello che è chiamato epilessia focale che colpisce quelle parti del cervello connesse alla
parola e alla memoria. Quando ho attacchi epilettici possono essere colpite una o ambedue le funzioni. Prendo Lacmictal 150mg qh e Topomax 200qh e Klonipin all'insorgenza
dell'epilessia. c'è qualcosa che possa essere fatta per prevenire questi attacchi epilettici o che mi possa dare un qualche aiuto? Mi è stato suggerito di muovermi con una
carrozzina elettrica per via dei problemi che ho nel camminare e nel rimanere in piedi. E' un bene par me muovermi così?
16 luglio 2004 Risponde:
Dr. Michio Hirano, Asst. Prof. Neurologia
E' difficile rispondere alle sua domande senza informazioni più specifiche
riguardo la sua malattia ed i trattamenti. Poiché ha avuto debolezza persistente nel lato sinistro, probabilmente ha avuto un ictus più che un attacco ischemico
transitorio TIA il quale per definizione non causa disfunzioni neurologiche che persistano di più di 24 ore. La lesione da ictus è probabilmente la causa dei suoi attacchi
epilettici. come lei sa già è particolarmente importante trattare l'epilessia nella malattia mitocondriale, poiché gli attacchi epilettici causano stress metabolico che a
sua volta può peggiorare i problemi sottostanti il difetto mitocondriale. chiaramente, questo è evidente dal peggioramento del suo parlare e della memoria dopo gli
attacchi epilettici. Farmaci antiepilettici convenzionali come il Topamax ed il Lamictal sono solitamente efficaci per l'epilessia nelle malattie mitocondriali. Non posso
raccomandarle cambiamenti nel suo regime di farmaci anti epilettici senza informazioni più specifiche riguardo i suoi attacchi epilettici e la sua risposta ai farmaci
presi sinora. In generale, noi raccomandiamo che i pazienti mitocondriali evitino l'acido valproico o Depakote poiché questo farmaco causa carenza di carnitina. Può essere
usato il Zinisamide, particolarmente nei pazienti mitocondriali con epilessia mioclonica.
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DOMANDA 123
Statina e
danno muscolare.
all'inizio dell'anno sono stato sottoposto ad intervento per l'impianto di 2 stent nelle arterie coronarie a causa del colesterolo. Ero ricoverato in
quel periodo nel reparto di pneumologia dell'ospedale e poiché non stavo bene venni trasferito all'unità coronarica nella quale venni sottoposto ad esami. Poco dopo ebbi
questa operazione sopradetta. Poche settimane dopo ritornato al reparto di pneumologia ho avuto un altro periodo di malore e venni rimandato nella unità coronarica per
osservazione e per una eventuale altra operazione per confermare che ero OK. Mi venne detto che necessitavo di farmaci anticolesterolo e che la statina non andava bene per
me poiché avrebbe distrutto i muscoli. Ora aspetto ricerche che stabiliscano la miglior forma di medicazione per me.
16 luglio 2004 Risponde:
Salvatore DiMauro MD
La statina veramente non "distrugge i muscoli", ma in alcuni individui ed in
certe dosi sembra possa danneggiare i muscoli, come manifestare intolleranza all'esercizio, dolore muscolare, ed aumento del livello della creatina chinasi serica (cK), In
rare occasioni, il danno muscolare può essere esteso, provocando mioglobinuria una colorazione delle urine dovuta alla presenza del pimento muscolare mioglobina. così,
come spesso nella vita, uno deve trovare un equilibrio fra rischi e vantaggi. Se, come sembra, i sui problemi di colesterolo sono seri, la statina è un farmaco
meraviglioso. Se lei la prende, comunque, dovrebbe prendere anche il
coenzima Q10 (CoQ10)
per bocca poiché il livello del CoQ10 nel sangue cala durante il trattamento con statina. Inoltre, deve controllare il livello del cK nel sangue ad intervalli regolari.
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DOMANDA 122
Complessi I
e IV ed epilessia.
Al mio nipote adottivo è stata diagnosticata una malattia mitocondriale per carenza del complesso I e IV ed ha dai 3 ai 30 attacchi
epilettici al giorno. E' alimentato con il sondino gastrico ed è costretto in carrozzina a causa del basso tono muscolare. Egli ha delle perdite di una sostanza
cristallizzata che gli fuoriesce dal pene e ciò gli succede generalmente quando ha gli attacchi epilettici. Egli ha solo 21 mesi e gli controlliamo il glucosio tre volte
al giorno. Questo non va mai sopra il 90 o sotto il 65 e quindi è nella norma. cosa è questa? cosa devo fare? Io le rivolgo queste domande così come mi sono state poste
dalla madre. Egli prende
Kepra
e co q 10
e carnitor. Niente è di aiuto per gli attacchi epilettici. Essi stanno proprio
peggiorando. Vi prego di aiutarci.
14 luglio 2004 Risponde:
Russell Saneto, DO
Mi spiace sentire di suo nipote adottivo. Io non sono sicuro di cosa lei
intendesse dire con sostanza "cristallizzata" che fuoriesce dal pene durante gli attacchi epilettici. L'incontinenza urinaria è comune durante gli attacchi epilettici
generalizzati o secondariamente generalizzati, ma non una "sostanza cristallizzata". Il mio pensiero è che dovrebbe essere visto da un pediatra nefrologo. Potrebbe
essere che ci sono altri problemi renali o vescicali su cui intervenire.
Gli attacchi epilettici
nella malattia mitocondriale possono essere difficili da controllare. Se il Keppra non è efficace nel controllare la frequenza degli attacchi allora è
giustificato il ricorso ad un altro farmaco. Se il Keppra è stato di aiuto ma non ha bloccato completamente il manifestarsi degli attacchi epilettici, allora meglio
ricorrere da una terapia doppia, con un altro farmaco che possa agire sinergicamente con un meccanismo di azione diverso dal Keppra e costituire un trattamento alternativo. ciascun paziente può
essere unico così è meglio lavorare con il suo pediatra epilettologo per disegnare un appropriato piano per bloccare gli attacchi epilettici di suo nipote. La
sperimentazione di farmaci può prendere del tempo per essere valutata, così occorre provare e essere pazienti. Se i farmaci non sembrano riuscire a controllare i suoi
attacchi, allora c'è la possibilità della dieta chetogenica e forse perfino la stimolazione del nervo vago come meccanismi alternativi o addizionali per controllare i
suoi attacchi. Questo dovrebbe essere discusso a fondo con il vostro epilettologo.
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DOMANDA 121
Complessi I
e III ed epilessia.
La mia piccola ragazza ha 2 anni e le è stata diagnosticata carenza dei complessi I e III con sospetta epilessia mioclonica. La prego di spiegarmi
questi complessi in inglese semplice. La mia ulteriore domanda è: perché lei dice i suoi occhi e varie parti del suo corpo scottano? Perché suda così
abbondantemente quando dorme? Perché non mangia bene e non aumenta di peso? pesa 4,5 Kg ed è 70 cm, la circonferenza cranica è 47 cm, e porta una taglia per 3-6 mesi. Perché lei ha i seguenti sintomi: mal di testa, frequenti defecazioni di aspetto
realmente sabbioso, difficoltà di urinare, sensazioni di caldo e freddo, infezioni croniche, acidosi lattica, episodi simil-autistici e autolesionistici come mordersi e
graffiarsi? Lei ha un attacco epilettico o un episodio di simil-ictus e va a dormire, si alza con una febbre sopra i 40 gradi centigradi, e dobbiamo portarla in
ospedale. Perché la febbre? Le stanno cadendo i capelli. Lei prende
16mgs bid di
co-Q-10 e
carnitor 2.75 tid.
Io mi sento nel buio più totale.
14 luglio 2004 Risponde:
Andrea L. Gropman, MD
I mitocondri vengono definiti come mini-centrali energetiche, dove ha luogo
la produzione energetica delle cellule del nostro corpo. Sono presenti in tutte le cellule del nostro corpo, ed in numero crescente in quelle cellule che
richiedono molta energia (ad es. cellule muscolari, cellule del muscolo cardiaco, cellule del cervello, cellule dei reni). Il cibo che noi mangiamo costituisce il
carburante per questa energia. A seconda del contenuto del cibo- grassi, carboidrati, e proteine, differenti reazioni enzimatiche hanno luogo in varie parti della
cellula ed i sottoprodotti di queste reazioni o riduzioni equivalenti entrano nei mitocondri per essere convertiti in energia, chiamata ATP. Questa conversione in
energia avviene lungo una linea di produzione energetica composta da 5 differenti sotto-stazioni -chiamate complessi 1-5 della catena di trasporto degli elettroni.
ciascuna di queste sotto-stazioni o complessi è costituita da molte proteine che sono necessarie per fare il lavoro. Se una di queste proteine non lavora, c'è la
possibilità che l'intera sotto-stazione non funzioni, e comprometta la produzione di energia. Una indicazione della compromissione di questa produzione di energia è la
produzione di acidosi lattica, poiché la cellula per svolgere i suoi compiti, ricorre a modi meno efficienti per produrre energia, come il metabolismo anaerobico.
Le manifestazioni cliniche dee deterioramenti di questo processo
mitocondriale di produzione di energia, che chiamiamo fosforilazione ossidativa, sono molti e vari e dipendono da molti fattori o modi di trasmissione
del difetto, cellule e parti del corpo colpite, ad es. cervello, occhio, cuore, ecc, dal tipo di difetto a livello molecolare e biochimico, altri fattori inclusi le
condizioni ambientali, altri errori genetici nelle cellule, ecc.
Pertanto molto dei sintomi che lei descrive in sua figlia possono essere ascritti a questa interruzione nella
produzione di energia. Ad esempio, l'acidosi lattica, ictus, attacchi epilettici mioclonici sono comuni in certi tipo di malattie mitocondriali chiamate MELAS
encefalomiopatia mitocondriale con acidosi lattica e episodi di simil-ictus, come i suo scarso aumento di peso e crescita lineare. Sudorazione anormale e febbri
sono dovuti alla disfunzione dell'ipotalamo, un tipo di controllo centrale nel cervello della funzioni autonome come la regolazione della temperatura, sentirsi pieno dopo
aver mangiato, ecc.
Le sensazioni di freddo e caldo anormale e bruciante possono essere dovute a problemi nei
nervi, che possono anche essere visti nelle malattie mitocondriali. Alcuni bambini con malattie mitocondriali manifestano ritardo nello sviluppo, ritardo mentale e/o
caratteristiche autistiche. Molti di questi bambini hanno comportamenti autolesionistici come autostimolazione, o perché essi non percepiscono il dolore come lei ed io.
Questi comportamenti potrebbero dargli dei tipi di risposta sensoria. In questi casi potrebbero essere utili una terapia fisica e occupazionale.
La miglior gestione dei molti sintomi coinvolti nelle malattie mitocondriali è
quella di un team multidisciplinare di dottori e altri professionisti della salute e terapisti che possono contribuire con la loro esperienza a gestire giorno dopo
giorno i problemi associati con una malattia multisfaccettata. I gruppi di supporto di genitori possono essere utili per l'educazione e difesa, come pure
per imparare come altri genitori hanno imparato a gestire aspetti particolari della malattia.
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DOMANDA 120
Encefalomiopatia
ed epilessia, atassia e tipo di ereditarietà.
Mio figlio di 7 anni ha una non specificata encefalomiopatia mitocondriale che si manifesta con attacchi epilettici, atassia ed altri
deterioramenti neurologici che cominciarono quando era ancora piccolo. Mio figlio di 5 anni (io ho solo due bambini, e non ho intenzione di averne altri) sta già mostrando
segni di una possibile disfunzione mitocondriale comprendente riflusso, affaticamento, problemi digestivi, mal di testa, e dolore muscolare. Il suo elettroencefalogramma è
anormale allo stesso modo del fratello quando cominciò a manifestare i primi sintomi. Nessuno dei due mostra segni di cardiomiopatia.
Mio padre passò attraverso complicazioni causate da una cardiomiopatia ipertrofica.
Egli sviluppò il diabete e perdita dell'udito in età adulta che si assunse essergli causati dai farmaci che prendeva. Io ho tre fratelli, uno di questi morì di SIDS (sindrome della
morte improvvisa del neonato), e un'altro che ha sviluppato una cardiomiopatia ipertrofica, riflusso, e gravi crampi muscolari. Mia sorella ed io abbiamo una possibile
lieve cardiomiopatia ipertrofica a sintomatica. Io ho recentemente sperimentato alcuni problemi mentre camminavo.
La nonna materna di mio marito ha gravi emicranie, e sua madre ha problemi
neurologici inclusa distonia e atassia, e molti altri problemi di salute, specialmente uno gastrointestinale. Oltre il reflusso. mio marito non ha sintomi
significativi.
c'é qualche possibile tipologia ereditaria per spiegare i problemi di nostro figlio? Io ho letto che il DNA mitocondriale, diversamente di quello
nucleare, causa vari gradi di malattia e varie velocità di progressione. E' questo esatto o c'è una gamma di varietà anche nel caso nel DNA nucleare?
come posso
io, e alcuni o tutti i miei fratelli, aver ereditato questo da mio padre, e poi entrambi i miei figli averlo ereditato
da me? (Mia madre non mostra alcun segno di malattia mitocondriale).
E' possibile per mio marito trasmettere il DNA mitocondriale?
Potremmo entrambi aver contribuito a rendere difettoso il DNA mitocondriale o nucleare che ha portato ai problemi mitocondriali nei nostri figli?
14 luglio 2004
con una complicata storia come questa coinvolgente forse quattro generazioni,
entrambi i rami della famiglia ed una varietà di differenti sintomi è molto difficile elaborare esattamente cosa è successo. Perfino conoscendo i dettagli di
tutti le investigazioni su ciascun individuo, potrebbe non essere possibile giungere ad una conclusione definitiva. Se voi non lo avete già fatto, la miglior cosa che
io posso raccomandare è quella di cercare uno dei migliori esperti di malattie mitocondriali del suo paese perché analizzi tutti i dettagli. Questo potrebbe richiedere
una visita in un altro stato ma è probabile che ciò sia molto più utile che vedere solo uno specialista neurologo o cardiologo i quali non sono una figura
riconosciuta
internazionalmente nel campo della malattia mitocondriale.
Suo padre ed i suoi fratelli non sono presumibilmente collegati alla famiglia di suo marito, eccetto
che dal matrimonio, così non c'è un legame genetico e sembra estremamente improbabile che ci sia una singola giustificazione per collegare insieme tutti i sintomi presenti
nei suoi bambini, nei suoi consanguinei e nei consanguinei di suo marito. ci sono diverse possibili spiegazioni per i sintomi che possono o non possono essere causati da
una malattia mitocondriale che colpisce molte generazioni.
1)
DNA mitocondriale -
Alcune mutazioni del DNA
mitocondriale possono causare cardiomiopatia ipertrofica in un membro di una famiglia e altri sintomi come attacchi epilettici, atassia, deterioramento neurologico,
diabete e sordità in altri membri della famiglia. E' possibile che i sintomi nel suo figlio di 7 anni (e forse nell'altro suo figlio, in lei e nei suoi fratelli) siano
causati da una mutazione del DNA mitocondriale. Il DNA mitocondriale viene normalmente trasmesso solo dalla madre. c'è stato però un caso riportato di DNA mitocondriale
passato da un padre ad un figlio ma questo ora viene ricercato in altre famiglie e appare essere un caso estremamente raro. 2)
Ereditarietà autosomica dominante - Escludendo il DNA mitocondriale, noi abbiamo in tutto 46 cromosomi. Questi includono 22 paia di "autosomi" più 2
cromosomi sessuali ( XX nelle femmine, XY nei maschi ). così per la maggior parte dei geni noi abbiamo due copie, e l'ereditarietà autosomica dominante si riferisce
alle malattie dove entrambe le copie dei geni devono avere mutazioni al fine di causare la malattia. Una malattia autosomica dominante può causare sintomi in molteplici
generazioni e può trasmettersi attraverso l'uno o l'altro dei genitori. c'è un certo numero di geni che causa una cardiomiopatia ipertrofica autosomica dominante
interferendo con la contrazione efficiente dei muscoli cardiaci. Se suo padre, i suoi fratelli e probabilmente suo sorella e lei avete una cardiomiopatia ipertrofica,
allora è molto plausibile che sia coinvolto uno di questi geni. Questo non giustificherebbe i sintomi presenti nella famiglia di suo marito e probabilmente non
saranno collegati alla malattia di vostro figlio. (il traduttore vede la descrizione soprastante come malattia recessiva e non comprende perché sia detta dominante) 3)
Ereditarietà autosomica
recessiva - E' possibile che i sintomi in suo figlio (figli) siano dovuti ad una
malattia autosomica recessiva ma è molto improbabile che questo tipo di ereditarietà possa spiegare i sintomi in ciascun altro membro della famiglia. 4)
Ereditarietà collegata al cromosoma X - Le malattie collegate al cromosoma X solitamente colpiscono i maschi più severamente o
più spesso delle femmine, e non possono essere trasmesse dal padre al figlio. E' possibile che i sintomi in suo figlio (figli) siano dovuti ad una malattia collegata al
cromosoma X ma è molto improbabile che questo tipo di ereditarietà possa manifestare sintomi in altri membri della famiglia. (Questa forma di ereditarietà è della
diaginica ndt)
così non c'è un tipo ovvio di ereditarietà che possa spiegare ogni cosa. I credo che è almeno
certo che alcuni dei sintomi presenti nei membri della famiglia che lei menziona non siano correlati con quelli presenti nei suoi figli. Le malattie mitocondriali
possono potenzialmente causare quasi ogni sintomo così che si è indotti ad attribuire la causa di ogni sintomo. comunque, alcuni sintomi l'emicrania, la fatica, sintomi
gastrointestinali, ecc sono molto comuni. Sebbene si pensi essere non comuni condizioni come la cardiomiopatia ipertrofica, potrebbe pure essere che questa non
sia correlata ad un problema mitocondriale ed essere presente nella famiglia per pura coincidenza. Noi abbiamo visto diverse famiglie dove la storia famigliare appariva
essere proprio confusa e alla fine venne dimostrato di essere dovuta a due differenti malattie che colpivano diversi membri della famiglia.
Il mio miglior consiglio è di vedere un esperto mitocondriale per fargli
valutare tutte le investigazioni fatte su suo figlio di 7 anni e sugli altri membri della famiglia. Poiché la storia famigliare è confusa io raccomanderei di
metterla da parte e focalizzarsi sui sintomi clinici, immagini, indagini metaboliche e risultati enzimatici (se esaminati) di suo figlio. Noi facciamo affidamento
fortemente sui risultati enzimatiche per indirizzare ulteriori indagini molecolari per cercare di identificare la causa genetica. Se una causa genetica può
essere trovata, allora si potrà rimettere in ordine quanto della storia famigliare sia rilevante.
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DOMANDA 119
Sonno, CO2
ed ossigeno.
Nostro figlio di 10 anni ha una malattia mitocondriale non specificata, e nell'ultimo anno e mezzo ha avuto sintomi come allucinazioni e
sonnambulismo nelle prime ore di sonno, dopo entra in un sonno profondo da cui non è possibile svegliarlo. Inoltre è molto, molto pallido, occasionalmente grigiastro, ha
cambiamenti nelle sue pupille, e durante il giorno ha stati di confusione, la cute pallida ed un insieme di altri sintomi. Tutto questo ha cominciato a peggiorare ed a
diventare sempre più frequente con il tempo. Abbiamo scoperto che ha una alta ritenzione di cO2 sia di giorno che di notte. Si
iniziò con un Bi-pap per la notte, e fu di qualche aiuto per gli episodi notturni ma i sintomi diurni rimasero così come le agitazioni notturne. Lo facemmo vedere da un
pneumologo che aveva avuto esperienze con malattie mitocondriali, che lo trovò molto bene e ci disse che la cO2 era un problema
secondario, il problema primario era lo scambio di ossigeno con le cellule. La sua respirazione muscolare era al 90% per la sua età, così che non c'erano problemi durante
il giorno, così pensiamo che sia un problema notturno. Ora nostro figlio usa ossigeno a tempo pieno attraverso il bi-pap e questo lo ha aiutato tremendamente. Dorme per
tutta intera la notte. comunque, ha sempre occasionali sintomi se è molto attivo. Sotto monitoraggio, è stato trovato che ha momenti di saturazione, particolarmente sempre
nella attività leggera, e la sua saturazione era sempre minore durante questi episodi se si sentiva bene.
Quale è la correlazione fra la malattia mitocondriale e la non ossigenazione cellulare, e c'è un nome per questo problema? Ancora, cosa
significa questo per la prognosi? Noi siamo molto ottimistici e crediamo fermamente di mantenerci speranzosi, con quello che stiamo facendo, ma sappiamo anche che la
necessità di ossigeno a tempo pieno all'età di dieci anni non è una buona cosa, e desideriamo sapere cosa altro possiamo nuovamente tentare. Suppongo che non sappiamo
quanto questo sia grave o se si tratti di una comune "faccenda mito". con che frequenza i pazienti con malattia mitocondriale richiedono l'ossigeno, ed è somministrato
spesso per la debolezza dei muscoli respiratori?
30 giugno 2004
Risponde:
Dr. Annette Feigenbaum M.D.
ci sono numerose cause per l'alta cO2,
e la bassa saturazione di ossigeno. Devono prima essere escluse cause come infezioni o malattie polmonari o malattie cardiache con problemi di cardiomiopatia e di ritmo. Nei bambini con malattia mitocondriale questo può anche essere dovuto alla debolezza muscolare,
talvolta può aiutare il Bipap o può essere necessaria la respirazione assistita, o problemi nei comandi respiratori centrali dovuti al coinvolgimento neurologico o del
cervelletto in alcuni con malattia mitocondriale. Sembra che lui abbia alcuni sintomi del sistema nervoso autonomo come si vedono in coloro che hanno un coinvolgimento
neurologico nella malattia mitocondriale.
Nella malattia mitocondriale le cellule non "usano" appropriatamente
l'ossigeno per fare ATP ecc. ma questo non causa alti livelli di cO2
o bassi livelli di ossigeno nel sangue, più facilmente causa
l'aumento del livello del lattato nel corpo e o nel cervello e questo causa acidosi che può causare problemi
respiratori come solitamente episodi di respirazione rapida e profonda con livelli di cO 2
bassi. Gli esami di funzionalità
polmonare, il monitoraggio della saturazione dell'ossigeno, il livello del lattato e la MRI a scansione possono dare più informazioni su questo. Gli stati confusionali
ecc. sono talvolta causati da bassi livelli di ossigeno, io non posso essere sicuro che il problema sia qui ma se la saturazione aumenta somministrando ossigeno e
diminuisce senza sembra essere questo. Non conosco lo stato di cognizione, ma alcuni bambini con sintomi di sonnambulismo possono avere ansietà come fattore
contribuente e questo deve essere preso in considerazione. Senza un quadro completo è difficile fare prognosi per un bambino con malattia mitocondriale e sempre così,
ogni bambino è diverso ed il quadro può cambiare nel tempo, dipendendo dalla progressione se c'è, o dall'insieme della malattia ed anche da ciò che la famiglia ed i
medici decidono riguardo ad ulteriori interventi se sono necessari. IO suggerisco di discutere di questo con l'equipe dei dottori.
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DOMANDA 118
complessi I
e IV.
Ho una figlia di 17 mesi alla quale il
3-12-04 è stata diagnosticata una carenza del complessi I e IV. Lei ha attacchi epilettici, viene alimentata con il tubo PEG, cieca (proprio di
recente) e la sua MRI del cervello mostra una grave malattia della materia bianca e grigia. Noi ci siamo chiesti se ci fossero dei trattamenti per lei; proprio per
trattare i sintomi. Questo le dice qualcosa? Lei è reattiva, molto dolce e bella. Lei riusciva a stare seduta a dicembre, ora non più. Io desidererei trovare qualche
informazione in più.
17 giugno 2004 Risponde:
Richard Boles, MD
Nel tentativo di trattare direttamente la malattia mitocondriale, molti
specialisti consigliano vari co-fattori e altri agenti come il
co-enzima
Q10, carnitina, anti-ossidanti,
DcA, etc . Mentre l'uso di routine di questi composti nella malattia mitocondriale è un argomento di dibattito, molti esperti sono d'accordo che la
maggior parte dei pazienti mitocondriali non risponde drammaticamente ad essi. Pertanto, sfortunatamente, attualmente non c'è realmente molto che si possa fare nel
trattamento delle malattie mitocondriali come ha sua figlia, se non trattare i sintomi.
comunque, il trattamento dei sintomi può talvolta fare una differenza in un certo bambino con malattia
mitocondriale. ci sono diverse condizioni che sono sia comuni nella malattia mitocondriale che suscettibili di trattamento, almeno in parte, inclusi gli attacchi
epilettici, emicrania, riflusso, costipazione, ipotiroidismo, ipoglicemia, diabeti, cardiomiopatia, strabismo, perdita dell'udito, depressione, malattia per deficit
dell'attenzione e ritardo nello sviluppo.
Io approfondirò solo un esempio: Le emicranie sono comuni, spesso gravi,
difficili da diagnosticare, se non le si va proprio a cercare, e da trattare. Nei bambini piccoli o più grandi con ritardo nello sviluppo, le emicranie possono spesso manifestarsi come
nausea, vomito, o semplicemente come episodi di strilli. Un utile indizio in molti casi è che le manifestazioni di un episodio di emicrania in un dato bambino sono
generalmente simili in termini di sintomi e di tempo di insorgenza. Regimi di trattamento di successo variano da bambino a bambino, ed includono succhi di frutta
dolci, caffeina, ibuprofen e/o amitriptiline.
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DOMANDA 117
Vitamine e
dosi.
Prendendo alti livelli di vitamine e minerali, specialmente la B6, alla quale ci si riferisce come "cocktail mito" mi porta a
chiedermi
come determinare quando è cibo o veleno per ogni individuo. Mi sono meravigliata anche perché le formulazioni dei complessi di vitamine B siano chiamati B110 o B50,
generalmente specificando che le capsule contengono 100mg o 50mg di numerose vitamine B, dalla quale risulta una elevata disproporzione della quantità relative del RDA. Una
formulazione più fisiologicamente sana dovrebbe essere se le capsule contengono 50 o 100 volte la RDA di ogni vitamina B al loro interno.
17 giugno 2004 Risponde:
Gerard T. Berry, M.D. MD
Si, i medici specializzati nel campo delle malattie metaboliche preferiscono
somministrare le vitamine in quantitativi che siano da 10 a 100 volte la RDA. La ragione è che un autentico errore congenito del metabolismo, o malattia biochimica
genetica, rispondente alle vitamine richiede spesso che il livello tissutale di co-fattori vitaminici, il cui nome viene dato alle vitamine derivanti che attualmente
difettano le cellule ed il loro funzionamento, debba essere 10 volte o più del normale per le funzioni cellulari che dipendono da una particolare vitamina per
normalizzarne il funzionamento. Per esempio, se un difetto PDH può essere corretto con una megaterapia con tiamina, una vitamina B, sarà probabilmente necessario darne
un quantitativo che sia da 10 a 100 volte il RDA, es da 10 a 100mg invece di 1mg per giorno.
comunque, certe
vitamine sono veleni se date in quantitativi elevati. Queste includono la vitamina B6, la vitamina D e la vitamina A. Le ultime due sono molto pericolose e non ci sono
nei complessi vitaminici B. La vitamina B6 è la sola vitamina B che può causare problemi se data in dosi elevate. Ma tutte le nostre informazioni sono per adulti! Se un
adulto ingerisce 500mg al giorno può sviluppare malattia dei nervi periferici. Se necessario che le dosi siano superiori ai 200-300mg al giorno questo deve essere ben
documentato. Infatti, non ci sono informazioni a sufficienza sulla dose che può sviluppare neuropatia periferica negli infanti, nei bambini e negli adulti. Una stima
molto prudente per infanti e bambini dovrebbe essere non più di 3mg di vitamina B6 per chilo di peso al giorno o 210mg per 70 Kg di peso corporeo se per adulti. Questo
significa non più di 30mg in un bambino di 1 anno. La maggior parte di noi vorrebbe empiricamente usare una dose più alta come 50-100mg in un bambino di 1 anno, ma si
deve fare più attenzione e non per un periodo di tempo indefinito
Spero che questo le sia di aiuto, ma ovviamente c'è sempre molto da imparare.
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DOMANDA 116
Epilessia e
dieta chetogenica.
Vorrei sapere cosa pensate sull'uso di una dieta chetogenica per la gestione degli attacchi epilettici. Sebbene gli attacchi epilettici di
mia figlia sono ben controllati da
Keppra 1000 mg bid ae da
Neurotin 900 mg tid, lei dorme ed è in stato letargico per tutto il giorno; alcuni giorni dorme
3 ore a scuola. Non ci raffiguriamo una vita attiva ed interattiva per nostra figlia. Questo è quello che stiamo cercando con il supporto di un pediatra neurologo nella speranza di poter ridurre i suoi farmaci e di tirarla su.
Lei sarà esaminata a luglio per stabilire se una dieta chetogenica sia appropriata per lei. Io sto informandomi su di essa e
ora mi chiedo se sia una ragionevole opzione. Le proteine ed i carboidrati limitati, la restrizione dei fluidi, il possibile basso livello di zuccheri nel sangue, ecc. mi
preoccupano perché potrebbero inclinare l'equilibrio di una bambina stabile.
Potrebbe espormi le sue idee sugli aspetti positivi e negativi di questo trattamento in una bambina con la sindrome di Leigh,
diagnosi clinica non confermata dagli esami fatti 14 anni fa?
12 giugno 2004 Risponde:
Russell Saneto, DO
Mi spiace che gli attacchi epilettici di sua figlia siano difficili da
controllare. Se provare la dieta chetogenica dipende da diversi fattori:
(1) La dieta è molto regimentata, ciò significa che è richiesto lo stretto conteggio di tutto il cibo mangiato. La dieta
è molto insipida al gusto; sebbene ci siano molti modi per aumentare il gusto nella dieta, essa rimane ancora qualcosa privo di sapore. Questo può far sì che il bambino
non mangi, il che annulla lo scopo della dieta.
(2) Se un bambino è mobile ed in grado di prendersi altro cibo dal frigorifero o dalla dispensa, allora questo
saboterebbe la dieta e potrebbe aumentare l'attività epilettica. Noi abbiamo visto pazienti passare nella pattumiera per trovare cibo come pure mangiare il cibo dei
loro animali da compagnia.
(3) La dieta richiede un coinvolgimento della famiglia. Questo è necessario come gli altri fratelli dovranno essere consapevoli che certi
cibi sono vietati al bambino in dieta. Talvolta altri cibi non sulla dieta dovranno essere tolti dalla vista del bambino così che lui/lei non siano coscienti o tentati
di mangiare cibo proibito, ad es. dolci.
(4) Un completo esame metabolico è necessario per assicurarsi che il bambino non abbia un problema
con la β-ossidazione (metabolizzazione dei grassi per l'energia).
(5) La maggior parte dei centri di dieta chetogenica vorrebbero persistere con la dieta per almeno 4-6 mesi per una adeguata
sperimentazione.
(6) ci sono alcuni bambini che proprio non tollerano la dieta : vomito, grave costipazione, o mancato abbattimento degli attacchi.
Io ho avuto un buon successo con la dieta chetogenica in presenza di malattia
mitocondriale, riguardo al controllo degli attacchi epilettici. La mia popolazione di pazienti consiste in disfunzione dei complessi della catena di trasporto degli
elettroni, mutazioni del DNA mitocondriale, e carenza di
piruvato deidrogenasi.
La maggior parte dei miei pazienti sono ad una dieta 4:1 ma parecchi sono al rapporto
3,5:1 o 3,75:1.
La variazione nei rapporti è dovuta al bisogno calorico dei pazienti ed ai livelli di chetone. La maggior parte sta crescendo bene, sebbene un poco meno dei loro
coetanei (la maggior parte dei miei pazienti sono infanti e bambini giovani). Io non ho avuto difficoltà con l'aumento dei livelli di acido lattico o con pazienti
diventati troppo ipoglicemici sotto dieta (dopo la iniziale fase di partenza della dieta). La frequenza degli attacchi epilettici nella mia popolazione di pazienti è stata
da zero attacchi a ridotti significativamente (>75% riduzione degli attacchi). Sfortunatamente, la maggior parte ha continuato a prendere i farmaci antiepilettici.
La maggioranza dei genitori mi dice che il loro figlio è più vivace o almeno più interattivo sotto dieta. I credo che la riduzione nella frequenza degli attacchi ha una
parte importante in questo soggettivo punto di vista dei genitori. Io spero che tutto ciò la aiuti nel suo processo decisionale.
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DOMANDA 115
Trattamento
botulinico dell'acalasia.
Io ho una acalasia cricofaringeale e ho avuto beneficio dalle dilatazioni. Mi è stato suggerito di prendere in considerazione le iniezioni di
Botox e mi sto chiedendo se queste potrebbero potenzialmente causarmi più problemi con la mia miopatia mitocondriale. Io sono anche immunodepressa per i trattamenti legati al
Lupus. Siete a conoscenza di altri pazienti Mito che hanno subito queste procedure con effetti avversi? Io ho paura che le mie cellule possano considerare questo un
processo infettivo.
12 giugno 2004 Risponde:
David A. H. Whiteman, MD
I trattamenti con il Botox, che stanno cominciando a crescere in popolarità
tra medici e pazienti, devono essere presi in considerazione con molta attenzione nei pazienti con malattie che coinvolgono la produzione energetica mitocondriale. Il
Botox lavora attraverso la paralisi dei muscoli tesi (spasticità), ed il maggior beneficio è un alterazione nel relativo equilibrio tra muscoli tesi ed allentati in un
arto, il che può migliorare la postura e la funzione. Botox non fa nulla per aiutare la debolezza muscolare: la peggiora, poiché egli lavora indebolendo un muscolo
teso. L'effetto del Botox ha solitamente vita breve: solitamente cessa dopo circa 3 mesi, e poi deve essere
ri-somministrato. In un paziente mitocondriale, l'equilibrio tra muscoli forti e deboli in un arto può cambiare perfino durante questo lasso di tempo: così il medico
che usa il Botox occorre che ri-valuti il tipo di equilibrio muscolare prima di ciascun trattamento.
comunque, una più seria preoccupazione è se il Botox, in effetti, è sempre reversibile una volta iniettato in un muscolo che non è in realtà
normale: il Botox lavora attraverso il blocco della trasmissione di un messaggio chimico dai nervi che vengono dal midollo spinale al muscolo: se questo blocco è troppo
intenso, o se il muscolo iniettato è già debole a causa della malattia mitocondriale, l'iniezione può realmente peggiorare l'equilibrio dell'arto.
Il Botox è una potente tossina che viene usata in concentrazioni molto basse in questi trattamenti: comunque, perfino in
dosi moderatamente più alte, specialmente quando esso entra nella corrente sanguigna, esso può causare debolezza e perfino paralisi. I medici che usano il Botox sono
preparati ad evitare iniezioni nei vasi sanguigni.
Negli anni passati, noi eravamo abituati a vedere
bambini che si presentavano con paralisi dopo aver mangiato miele crudo, nel quale il batterio botulinico che produce questa tossina si era sviluppato: essi si
presentavano con debolezza e insufficienza respiratoria, e a molti dottori ciò appariva molto simile al modo in cui si presentavano alcuni pazienti con malattia
mitocondriale.
ci sono diversi altri farmaci che dovrebbero essere presi in considerazione dai medici per il
trattamento della spasticità come parte di una decisione di trattamento generale pro o contro l'uso del Botox. Usare con precauzione!
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DOMANDA 114
Trapianto di
cellule staminali.
Attualmente noi viviamo in Gran Bretagna. Alla nostra figlia di 3 anni è stata diagnosticata una malattia mitocondriale. Lei ebbe una iniziale
diagnosi di Sindrome di Leigh ma ora i dottori non ne sono più convinti. I suoi sintomi sono: ipotonia (non riesce a camminare o ad alzarsi), cresce poco e non aumenta di peso,
ha una neuropatia periferica, movimenti degli occhi anormali, atassia, perdita di chiarezza nel parlato. comunque il suo sviluppo mentale è normale.
Abbiamo letto di infusioni IVIg e di trapianto di cellule staminali e ci chiedevamo se uno di questi trattamenti potrebbe essere usato per nostra
figlia. Noi lo abbiamo chiesto ai nostri dottori inglesi ed essi non hanno abbastanza informazioni per esprimersi. Voi avete maggiori informazioni per consentirci di fare
qualcosa o nessuno di voi può mettersi in contatto a questo proposito?
Al momento lei non prende alcun medicamento o integratore. ci raccomandereste un
particolare regime da seguire?
A noi sembra che la Gran Bretagna sia molto più indietro rispetto agli Stati Uniti
in termini di conoscenze e trattamento delle malattie mitocondriali. Noi saremmo interessati a portare nostra figlia negli Stati Uniti per beneficiare di questi
avanzamenti delle conoscenze. Siete a conoscenza di qualche dottore che stia intraprendendo sperimentazioni o terapie di trattamento che potrebbero essere di beneficio
per lei?
19 maggio 2004
Risponde:
Russell Saneto, DO
Mi spiace sentire che a vostra figlia è stata diagnosticata una malattia
mitocondriale. Poiché non conosco l'esatta diagnosi (mutazione del DNA mitocondriale, anormalità nella catena di trasporto degli elettroni o disfunzione del
substrato) non è possibile darvi trattamenti specifici. Io cercherò di darvi la mia visione prospettica
sull'uso dei IVIg e delle cellule staminali
nella malattia mitocondriale. L'uso delle cellule staminali nella malattia mitocondriale non è ancora ben studiato ed è probabile che non verrà usato nel trattamento
della malattia mitocondriale nel prossimo futuro. Teoreticamente, sarebbe una strada per fornire "mitocondri normali" a specifici organi all'interno del corpo.
Sfortunatamente, al momento molti studi sono ancora necessari prima che il suo uso entri nella generale pratica medica.
La mia esperienza con gli IVIg è limitata. Il primo uso avvenne durante il mio praticantato e fu accidentale in molti sensi. Noi pensavamo
di stare trattando una condizione di demielinizzazione chiamata polineuropatia demielinizzante cronica. L'usuale trattamento per questa malattia è l'IVIg, in molti
casi. L'uso di IVIg invertì la debolezza muscolare. Questa malattia è episodica, furono necessari molteplici usi di IVIg. Venne usato molte volte
con grande beneficio in questo paziente. Venne fuori poi che il paziente in realtà aveva una malattia mitocondriale. Sebbene esso fu di beneficio in questo singolo caso
e la mancanza di beneficio nel secondo paziente fu dovuto al tipo di malattia mitocondriale non è chiaro. Entrambi avevano caratteristiche di demielinizzazione a
macchie dagli studi elettromiografici come pure un aumento delle proteine nel liquido cerebrospinale. Il secondo caso in cui ho visto gli IVIg dare un beneficio è nella
"pseudo-ostruzione" intestinale. Spesso viene usata una soluzione elettrolitica iperosmotica per indurre un rapido transito intestinale. Io ho usato ed ho visto
il beneficio degli IVIg quando la soluzione iperosmotica non funzionò. Non è chiara la eziologia di come gli IVIg lavorano in questa situazione.
Mi spiace che la mia esperienza con gli IVIg sia piuttosto limitata. Io non sono a conoscenza di studi specifici che usino
gli IVIg nella malattia mitocondriale.
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DOMANDA 113
Disautonomia.
Io sono una donna di 51 anni alla quale nel 1996 è stata diagnosticata la POTS. Ma i sintomi addizionali che comparvero sia prima che dopo
questa diagnosi non sono coerenti con la POTS, ed un facilitatore sul vostro sito
(potsplace.com) suggerì che io prendessi in considerazione la possibilità che la malattia mitocondriale potesse essere il problema. I avevo la
malattia di Graves negli anni novanta, alla quale segui tiroidectomia totale, prendo la tiroxina, e nel 1994 sviluppai un problema nel movimento dell'occhio, causante
dolori terribili che mi costrinse a coprire l'occhio con una benda a causa del dolore causato dal mio cercare di usare entrambi gli occhi. Questo venne descritto più tardi
come oftalmoparesi. Inizialmente, io avevo creduto di avere una MS, poiché io avevo qualcosa che appariva essere un
ictus, con difficoltà nel parlare e nel deglutire, ma
la risonanza magnetica del cervello era negativa, ed è rimasta tale. Durante questo episodio descritto, io sviluppai un tremore alle estremità, peggiore alla
sinistra. Questo è andato peggiorando con il tempo. Io sviluppai gastroparesi, richiedente inizialmente TPN, poi un
sondino gastrico,
che ho portato per 8
anni e mi ha nutrito per 13 ore la notte. Io devo dormire più di undici ore al giorno. Ho freddo e sono intollerante al caldo eccessivo, non sudo ed ho avuto instabilità
della temperatura nel passato. Porto un busto, e non posso rimanere in piedi a lungo senza sentirmi estremamente affaticata e sentirmi male, la fatica produce profonde
limitazioni generali. Improbabile nella maggior parte dei pazienti POTS, la mia pressione sanguigna si alza passando dalla posizione sdraiata a quella eretta, e non ho
avuto segni di sincope o simili alla sincope. Ho fame d'aria, che richiede un ventilatore per la notte, anche in inverno. Devo bere sorsi di te leggero dolce decaffeinato
2,5 litri al giorno, o mi agito ed ho scosse. Devo urinare frequentemente, senza avere anomalie strutturali che possano indicare un problema significativo. Mia sorella e
due dei miei figli di 13 e 29 anni mostrano ora alcuni sintomi, un figlio è disabile con emicranie croniche quotidiane. Il mio neurologo inizialmente volle fare gli esami
per la malattia mitocondriale. La ricerca nel sangue ed urinaria sono state negative, così come una risonanza magnetica spettroscopica, e la mia assicurazione medica non
vuole coprire nessun esame ulteriore. c'è una qualche ragione valida per eseguire una biopsia muscolare o cutanea a mie spese? I medici di mio figlio ne sanno poco, e non
sono intenzionati ad eseguire altre indagini attualmente. Vi risulta che ci siano altri trattamenti, se questi esami dovessero diagnosticare una malattia mitocondriale,
per poter migliorare la mia vita, o per mia sorella o figli? Non sono più in grado fisicamente di viaggiare per visite specialistiche, e qualsiasi suggerimento mi possiate
dare sarebbe di valore incalcolabile.
11 maggio 2004 Risponde:
Dr. Michio Hirano, Asst. Prof. Neurology
Spesso, pazienti come la signora con complicati problemi medici sono
sospettati di avere una malattia mitocondriale. POTS e altre gravi anormalità del sistema autonomo non sono comuni nelle malattie mitocondriali. Tuttavia, nella
encefalomiopatia neurogastrointestinale mitocondriale (MNGIE) la dismotilità gastrointestinale è stata attribuita sia a una disfunzione autonoma sia ad anormalità della
muscolatura liscia.
certamente, questa persona ha manifestazioni cliniche che sono tipiche di una malattia
mitocondriale: oftalmoparesi, un atipico ictus in giovane età, tremore, dismotilità gastrointestinale, ipersonnolenza, e fatica. Il lavoro sul sangue "negativo" e la
MRI spettroscopica rendono la diagnosi di malattia mitocondriale meno probabile. Tuttavia, la biopsia muscolare sarebbe importante per valutare ulteriormente la
possibilità che lei abbia una malattia mitocondriale. Idealmente, la biopsia dovrebbe essere effettuata presso centro medico specializzato con esperienza nella
valutazione muscolare delle anormalità mitocondriali. Una opzione meno ottimale è quella di effettuare il prelievo bioptico nell'ospedale locale e inviare i campioni ad
un centro clinico mitocondriale specializzato.
ci sono molto poche terapie che trattano direttamente la disfunzione mitocondriale. Per
esempio, i pazienti con carenza primaria del
coenzima Q10 o della carnitina possono essere trattati con integratori nutrizionali di questi composti. E' comunque
importante fare la diagnosi corretta di una malattia mitocondriale per un appropriato consiglio genetico e per la gestione dei sintomi delle manifestazioni patologiche.
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DOMANDA 112
Effetti
collaterali dei farmaci anestetici e MITO.
c'è una qualche evidenza che i bambini con malattie mitocondriali siano più sensibili agli effetti collaterali dei farmaci. Nostra figlia
sembra sviluppare gli effetti collaterali a bassa incidenza dei farmaci antiepilettici e farmaci ADD. Noi ci domandiamo se qualcuno di questi possa essere collegato con la
sua malattia mitocondriale?
4 maggio 2004
Risponde:
Andrea L. Gropman, MD
Rispondendo direttamente alla sua domanda, io non sono a conoscenza di studi
pubblicati i quali indichino che i pazienti con malattia mitocondriale siano più sensibili in generale agli effetti collaterali dei farmaci. Avendo detto questo, poiché
io non so specificatamente con quali farmaci sua figlia abbia avuto difficoltà, e quale tipo di effetti collaterali lei abbia manifestato, la mia risposta può solo
essere in termini generali.
Alcuni pazienti che hanno attacchi epilettici associati con malattie mitocondriali
possono manifestare intrattabilità, ossia incapacità di controllare gli attacchi epilettici agli usuali dosaggi degli anticonvulsivi. E' possibile che tali pazienti
possano richiedere più alti dosaggi di farmaci o combinazioni di più di un anticonvulsivo da usare insieme. Questo certamente aumenta le possibilità di sperimentare gli
effetti avversi. Io non so se questo è il caso di sua figlia. Anche l'acido valproico (Depakote) può portare disfunzione mitocondriale e può risultare negli effetti
avversi. Allo stesso modo, altri farmaci che hanno la possibilità di interferire con il metabolismo ossidativo coinvolgendo i percorsi mitocondriali, possono
teoreticamente portare effetti avversi persino a bassi dosaggi.
c'è una monografia della UMDF che espone in dettaglio il rischio di certi
anestetici che dovrebbero essere evitati in pazienti che hanno malattie mitocondriali a causa della sospetta o conosciuta inibizione o interferenza della funzione
mitocondriale.
Poiché ci sono tali diversità molecolari, biochimiche e cliniche nelle malattie mitocondriali, è probabile che
alcuni pazienti sperimenteranno difficoltà con certi farmaci.
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DOMANDA 111
coenzima Q10
e idebenone.
Mia figlia ha una encefalopatia mitocondriale. Quando ha una esacerbazione lei ha psicosi. Perfino quando lei non è in "crisi" lei mostra
sintomi di demenza. c'è qualcuno che ha esperienza nel trattamento della mito con Idebenone? Quanto se ne somministra e con che frequenza? che efficacia ha? Sostituisce il
CoQ10 o viene usato in aggiunta ad esso?
22 aprile 2004
Risponde:
Salvatore DiMauro MD
Segni cognitivi non sono insoliti nelle malattie mitocondriali. Io non Le
consiglierei di sostituire il coenzima Q10 (CoQ10 ) con l'idebenone. Il
CoQ10 è più sicuro e probabilmente più efficace.
comunque, il CoQ10 deve essere preso in dosi elevate (minimo 400 mg. al giorno). La dose può essere aumentata fino ad 1 gr. al giorno se
necessario. Non ci sono effetti collaterali conosciuti o documentati del CoQ10, perfino ad alte dosi.
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DOMANDA 110
complessi I
e II.
A nostro figlio è stata diagnosticata una mito da carenza del complesso I e II. Ora la nostra figlia di 24 anni sta avendo dei problemi. Lei
aveva cataratte su entrambi gli occhi dall'età di 21 anni; lei ha emicranie mal di testa e questa settimana e questa settimana è andata giù per una serie di gravi virus
gastrici ed è stata molto male per due giorni. Mentre lei era ancora ammalata si lamentava delle gambe che si andavano intorpidendo ed ora è stata ricoverata per questi
virus poiché ha forti dolori nella parte anteriore della parte bassa delle sue gambe quando cammina. Lei sta anche avendo problemi nello scrivere. Tutto questo è venuto
fuori proprio nella scorsa settimana da quando ha contratto questi virus. cosa dovremo fare per lei?
22 aprile 2004
Risponde:
Dr. Michio Hirano, Asst. Prof. Neurology
Io sospetto che i suoi sintomi siano dovuti ad una neuropatia periferica. Lei
potrebbe aver avuto una una pre-esistente neuropatia periferica che si è peggiorata a causa della sindrome virale, o la neuropatia potrebbe essere stata causata
dall'infezione. Le malattie febbrili (ad esempio le infezioni virali) possono causare peggioramenti acuti delle malattie mitocondriali come ad esempio la MELAS. Io
raccomando che la paziente venga esaminata da un neurologo con esperienza nel trattamento delle malattie mitocondriali e neuropatie periferiche. ci sono molti
potenziali trattamenti per le neuropatie dolorose.
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DOMANDA 109
MITO e carie
dentaria.
A mio figlio di otto anni è stata diagnosticata a seguito di una biopsia muscolare una miopatia mitocondriale. Egli ha dieci denti che hanno
delle carie molto brutte, ed è stato anche necessario togliergli quattro denti sopra. c'è una connessione tra la mito la debolezza dentale? Se sì, potreste spiegarmela. Io
glieli lavo sempre ma questo non ha prevenuto le carie.
22 aprile 2004
Risponde:
Russell Saneto, DO
Mi spiace sentire di suo figlio. Io non sono a conoscenza di una diretta
connessione tra malattia mitocondriale e carie dentaria. ci potrebbe essere un problema con il cumulo delle secrezioni e con gli insufficienti meccanismi di
deglutizione dovuti alla debolezza muscolare e all'incoordinazione (causati dalla malattia mitocondriale) che potrebbero portare ai problemi dentari. Alcuni pazienti
con disfunzioni mitocondriali hanno spesso problemi immunitari, non sono in grado di combattere efficacemente certi batteri o virus. Anche questo potrebbe avere un
impatto sulle carie dentarie, sebbene indiretto. Io ho visto insorgere gravi carie in alcuni dei pazienti che avevo in cura. così, sebbene lei lavi i denti di suo
figlio con cura, la deglutizione insufficiente e l'accumulo delle sue secrezioni, e forse il sistema immunitario debole può vanificare le sue buone intenzioni.
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DOMANDA 108
Ausili per
la deambulazione.
La mia domanda è, come sapere quando è il momento di iniziare a prendere in considerazione l'uso di un girello ortopedico? Mio
figlio che ha quasi cinque anni, ha una malattia mitocondriale non specificata. Egli può camminare finora con l'AFO ed ha sempre avuto un andatura insicura. Ora nelle
ultime due settimane deve essere portato in giro come non mai. Se egli percorre più che una breve distanza, le sue gambe si piegano, cade e poi rimane esausto per il resto
della giornata. Egli ci dice che "le sue batterie si sono scaricate". Questo è veramente duro sentirlo dire alla sua età. Egli è troppo grande per i girelli normali e per
portarlo nel carrello della spesa. Pesa 22 kg., che lo rendono veramente pesante da trasportare, ma lo facciamo. Io sapevo che saremmo arrivati a questo punto prima o poi,
sebbene pensassi che sarebbe accaduto molto più avanti. come possiamo sapere quando è giunto il momento di usare il girello ortopedico?
21 aprile 2004 Risponde:
Gerard T. Berry, M.D. MD
Quando l'handicap neuromuscolare raggiunge un punto di gravità, perfino
intermittentemente (ma in modo persistente), che interferisce con la vita quotidiana o con il benessere della madre, del padre o di altri che lo hanno in cura, allora è
necessario richiedere un girello ortopedico o un dispositivo di ausilio comparabile. Poiché trattasi di un problema neuromuscolare, noi intendiamo che la forza
muscolare è decrescente a causa del metabolismo ridotto nei mitocondri muscolari, i nervi nelle braccia e nelle gambe sono danneggiati e/o i messaggi che provengono dal
cervello o dalla colonna vertebrale ai muscoli sono assenti o incontrollabilmente esagerati. Talvolta, tutti questi malfunzionamenti vengono fuori contemporaneamente,
ma uno o tutti possono essere in modo particolare fuori controllo in certi giorni e portare pressoché ad un stato di paralisi muscolare. Noi non possiamo sempre
prevedere quando questo potrebbe accadere, ma in alcuni bambini le "gambe che si piegano" o "l'esaurimento delle forze" possono apparire o peggiorare durante un
infezione. E' importante avere questi dispositivi di aiuto a casa durante quei momenti per consentire al bambino di muoversi, partecipare alle attività, ecc e prevenire
l'esaurimento fisico della mamma e del papà. Non aspettare sino a che il bambino sia persistentemente paralizzato per fornirgli aiuto anche se questo è il corso
naturale degli eventi in un particolare paziente.
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DOMANDA 107
Ritardo nel
linguaggio e udito.
Io sono un terapista e seguo tra gli altri due bambini ai quali è stata recentemente diagnosticata ancora non specificata malattia
mitocondriale. Due domande: 1)ci sono solitamente caratteristiche distintive nel nell'andatura di coloro ai quali è stata diagnosticata la malattia e 2) c'è una carenza
generale del linguaggio e relative conseguenze comune in questa malattia? Entrambi questi bambini hanno fatto abbastanza buoni miglioramenti nei movimenti grossi, ma essi
sono entrambi molto in ritardo nel linguaggio e nello sviluppo cognitivo.
Risponde:
Dr. Annette Feigenbaum M.D.
La domanda è una di quelle molto generali e senza maggiori specificazioni io posso solo affermare che le malattie mitocondriali possono presentarsi in
molti modi, perfino nell'andatura, dalla miopatia pura al deterioramento neurologico (tipo la malattia di Leigh) alla malattia sistemica. Le descrizioni presenti nel sito
web della UMDF dovrebbero dare una certa idea di questa variabilità. Il ritardo nel parlare è comune negli infanti colpiti e può essere dovuto a problemi del sistema
nervoso centrale, a problemi neuromuscolari, o a problemi muscolari puri e può essere globale o più nell'espressione o nella ricezione. La prognosi è molto
variabile dipendendo dal bambino, dalla gravità della malattia e ovviamente dalla terapia istituita. E' possibile che la prognosi possa variare dipendendo dipendendo dalle
cause specifiche sottostanti ma io non credo che abbiamo dati su questo. In questi casi sembra che il ritardo nel linguaggio sia parte di una carenza cognitiva ma
certamente, la perdita dell'udito può essere un fattore nelle malattie mitocondriali e gli audiogrammi ABR/BAEP (potenziali uditivi evocati dal tronco) dovrebbero essere
monitorati poiché questo potrebbe inficiare il progresso nel linguaggio.
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DOMANDA 106
calcio e
magnesio.
Tre anni fa mi è stata diagnosticata una probabile miopatia mitocondriale. Sono stato in buona salute fino a questo dicembre. Mi è stata
diagnosticata con "mono" e non sono stato in grado di recuperare. Ho alti calcio e magnesio negli esami delle urine delle 24 ore e i livelli della taurina, istidina e ornitidina
sono tutti bassi, e il livello della fosfoserina è alto. Questi valori possono avere qualcosa a che fare con la miopatia mitocondriale? Ho contattato il
mio specialista in mito il quale vuole avere una mia biopsia muscolare ma non sono stato finora inserito nelle liste per le prossime quattro settimane. Ho già perso il mio
lavoro.
Sono anche molto debole, instabile, ansioso e ho la sensazione di avere il mal d'auto fino al vomito.
15 aprile 2004
Risponde:
D. M. Turnbull, MD, PhD
La questione importante qui è stabilire una diagnosi - senza una diagnosi
definita è difficile consigliare. La biopsia muscolare sembrerebbe appropriata e importante con l' informazione che io Le sto dando se con queste si rivolge ad un
medico. Io non sono a conoscenza che le miopatie mitocondriali inducano cambiamenti nel calcio o nel magnesio, o cambiamenti nel metabolismo degli aminoacidi. Questi
potrebbero non essere correlati o potrebbero suggerire una diagnosi alternativa.
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DOMANDA 105
Vaccinazioni,
febbre e MITO
Mi sto accingendo a fare le vaccinazioni per portare mio figlio all' asilo nelle prossime settimane. Ho letto che l'immunizzazione può
causare problemi nei bambini colpiti da Mito. Noi abbiamo sempre fatto attenzione in passato, appena la febbre andava sopra i 40 gradi centigradi per più di 24 ore. E' un
caso che capiti in alcuni bambini colpiti da Mito, o può essere comune? Io sono una di quelle persone che si preoccupano. Noi non abbiamo un specialista in malattie
mitocondriali che possa spiegarmelo. Vorrei sapere a cosa devo fare attenzione.
24 marzo 2004
Risponde:
Richard Boles, MD
La letteratura medica non ha assolutamente alcun articolo su
immunizzazioni/vaccinazioni negli individui con malattia mitocondriale. In assenza di studi, c'è solo l'esperienza clinica e l'opinione. Personalmente, io so di alcuni
casi di gravi complicazioni conseguenti alle immunizzazioni di routine in bambini con malattia mitocondriale, generalmente in coloro ai quali venne diagnosticata più
tardi come tale. comunque, in quasi tutti questi casi i bambini smisero di mangiare a causa della sensazione di malessere, ed io credo che la maggior parte delle
complicazioni furono provocate in realtà dal digiuno. La febbre può essere la più comune conseguenza delle immunizzazioni nei bambini con mito più che nei bambini in
generale, probabilmente perché le risposte anormali del sistema neurovegetativo (disautonomia) sono molto comuni nella malattia mitocondriale. Ovviamente, i bambini
febbricitanti sono inappetenti e possono non voler mangiare adeguatamente. Poiché le immunizzazioni proteggono contro gravi malattie che potrebbero realmente causare
complicazioni se un bambino con mito ne fosse colpito, e conseguente alla mia personale esperienza clinica di più di un centinaio di bambini con mito che ricevettero la
copertura dell'immunizzazione quando vennero prese alcune precauzioni, con i miei pazienti la mia pratica è la seguente: i succhi di frutta sono una opzione per un
rapido apporto calorico in un bambino che mangia poco.
Le immunizzazioni agiscono come le comuni infezioni
virali e in tal senso possono causare ad un bambino febbre, nausea, inappetenza, e/o malessere (un generico sentirsi male). In tutti questi casi, ponga un'attenzione
particolare affinché suo figlio un adeguato apporto calorico.
La febbre accresce la domanda energetica, e
dovrebbe essere trattata con un appropriato dosaggio di
cetaminofen (Tylenol, etc.) o ibuprofen (Advil,
Motrin, etc.).
chieda prontamente l'assistenza medica per il vomito continuato, incapacità di prendere almeno un po' di calorie nelle 24 ore, e
specialmente nel caso di letargia (eccessivo sfinimento) o a qualsiasi altra alterazione comportamentale (inclusa l'eccessiva irritabilità, confusione, ecc.)
Occasionalmente, può essere necessario fornire liquidi endovenosi con D10 (10% zucchero).
Qualsiasi
bambino con mito con una grave reazione immunitaria nel passato dovrebbe probabilmente evitare le immunizzazioni multiple.
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DOMANDA 104
Spasticità
La spasticità è un sintomo della malattia mitocondriale? Mi sono chiesta questo perché credo di essere ipotonica.
5 marzo 2004
Risponde:
D. M. Turnbull, MD, PhD
certamente la spasticità può essere una caratteristica della malattia
mitocondriale - veramente dipende da quale parte del sistema nervoso viene colpito. Se ad essere colpito è il cervello allora questo porta solitamente alla spasticità,
mentre se ad essere colpiti sono i muscoli questo porta all'ipotonia.
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DOMANDA 103
Rapporti
difficili malattia-paziente-medico.
Il campo delle malattie mitocondriali è uno delle molte specializzazioni della professione medica. Questo è causa di frustrazione quando un
genitore affronta un progressione nella malattia di suo figlio. Il pediatra locale rimanda al neurologo, il quale alla fine rinvia ad uno specialista in malattie
mitocondriali, dal quale è duro ottenere un appuntamento a causa di tutti coloro che si rivolgono a lui. Se egli non ha un problema immediato di sopravvivenza, ma serio
comunque, cosa dovrebbe fare un genitore o un paziente adulto di mito per risolvere la situazione? Dovremmo cercare e trovare una soluzione da noi stessi o chiamare il
pediatra locale o il neurologo o lo specialista? Lei pensa che ci saranno più dottori che inizieranno a specializzarsi in questo campo nel futuro? cosa potrebbero far i
genitori per ottenere maggiore attenzione dai medici sui bisogni dei pazienti senza passare per "rompi".
3 marzo 2004
Risponde:
Russell Saneto, DO
Mi spiace che lei abbia avuto difficoltà a trovare medici che siano in grado
sia di capire che cercare di curare pazienti con malattia mitocondriale. Sfortunatamente, lei è tra una popolazione in crescita di pazienti e loro famigliari.
Quando io stavo a cleveland, le ostetriche e gli assistenti che lavoravano per il dott. Bruce cohen fecero una
indagine la quali suggerì che il numero medio di medici dai quali passava un paziente con una malattia mitocondriale prima che gli venisse fatta una diagnosi era
di sette! Da quanto ho visto nella mia esperienza, sembra che la diagnosi richieda oggi un numero minore di medici che allora (che non è molto tempo fa). comunque, il
numero di medici che si prendono cura attivamente della malattia mitocondriale è ancora limitato. Le cause di questa situazione sono numerose. La malattia come una
entità a sé è giovane, la prima mutazione del DNA mitocondriale fu scoperta solo nel 1988. E' così giovane, che non c'è persino uno specifico codice
ICD-9
(quello che noi medici usiamo per la fatturazione ed il governo ed i ricercatori usano per indicare le malattie) per la malattia mitocondriale (ci fu un
bel articolo su Newsweek diversi mesi fa che descriveva proprio questo fatto). Non ci sono specifici posti di assistenti universitari per giovani
medici per acquisire una formazione di qualità. Le cose stanno cominciando a cambiare. Per esempio c'è un progetto di collaborazione tra la
Stanford
University e la
Oxford University in
Inghilterra per creare un dottorato di ricerca per formare ricercatori di qualità in questo
settore. Le cose si stanno evolvendo e col tempo, io credo che più medici si specializzeranno in questo campo della medicina. Noi del settore occorre che affrontiamo
questi problemi più aggressivamente, creando un atmosfera di creatività e di curiosità intellettuale che attragga più persone in quest'area, fornendo più fondi per i
giovani medici perché possano partecipare a incontri dove vengano discusse le malattie mitocondriali, e dare una parte del nostro tempo e delle nostre energie per
aiutare le organizzazioni come la UMDF a diffondere le informazioni riguardanti la malattia.
comunque, questo
non risponde ai bisogni immediati di vostro figlio. Io credo che ci siano diversi modi per affrontare le cure mediche di vostro figlio. Una cosa è incontrare (qualunque
tempo essa richieda) uno specialista mitocondriale che voglia lavorare con il suo medico di famiglia per aiutare a gestire parti delle cure mediche di vostro figlio
caratteristiche proprie della malattia mitocondriale. Leggere quanto più potete, porre tutte le domande che avete, e imparare quale tipo di cure mediche pertinenti la
particolare malattia mitocondriale di vostro figlio. Sviluppare dei piani di azione per quando la malattia colpisce, come ad esempio idratazione endovenosa durante una
malattia o soluzione di glucosio per endovena durante gli stati catabolici. Poiché voi probabilmente ne sapete di più della particolare malattia che vostro figlio
ha, con delicatezza cominciate a insegnare al vostro medico di famiglia ciò che riguarda la malattia di vostro figlio. Le cure sono necessarie come le
informazioni sono necessarie per essere efficaci e non solo "cosa voi trovate in Internet". certamente, voi troverete resistenza. La maggior parte dei medici ha il
desiderio di prendersi cura dei loro pazienti e voi scoprirete che molti di essi educheranno loro stessi a questa malattia prendendosi cura di vostro figlio.
. Supportate
i medici ed i ricercatori che si occupano della malattia mitocondriale, come ad esempio l'UMDF o i gruppi locali di supporto. create gruppi di supporto tra genitori. Il
lavoro è senza fine, e il fine di ciascuno può essere solo fare il proprio meglio. come voi vi prendete cura di vostro figlio, altri noteranno le vostre cure ed il
vostro amore. Questa sarà la componente più attraente per attrarre sostenitori a questa malattia.
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DOMANDA 102
Atrofia
cerebrale e sordità.
Nostro figlio ha una malattia mitocondriale non specificata. Egli ha difficoltà con l'udito, non profondo ma abbastanza da interferire con
la sua vita quotidiana. Egli ha atrofia di entrambi gli emisferi e ha avuto un episodio non spiegato di gonfiore, fluido e lesioni al cervello quando aveva quattro
anni. Un esame EEG/uditivo venne fatto dopo il suo ricovero e mostrò un rallentamento dei segnali quando essi raggiungevano il cervelletto. Se possibile, vorremmo fare
qualcosa per aiutarlo con il suo udito , così la mia domanda è questa: ci sarebbero ausili uditivi o qualcos'altro dato che il problema è nel cervelletto e non nelle
orecchie stesse? E' comune questo nelle malattie mitocondriali, particolarmente se è stato colpito il cervello?
16 febbraio 2004
Risponde:
Richard Boles, MD
La perdita
dell'udito non è rara nella malattia mitocondriale. Riguardo alle opzioni di trattamento, lei dovrebbe contattare un otorino. L'atrofia cerebrale è comune nei difetti
congeniti di glicoossilazione - queste malattie sono state esaminate su suo figlio?
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DOMANDA 101
Eencefalomiopatia.
Mi può dire qualcosa riguardo ai problemi comportamentali collegati alla malattia mitocondriale?
16 febbraio 2004
Risponde:
Amy Goldstein, MD
Ho un'ampia gamma di argomenti rispetto a questo problema: le malattie mitocondriali
possono colpire il cervello, il che può causare gli effetti più diversi, dal mal di testa all'encefalopatia, agli attacchi epilettici, alla demenza, alle
disabilità nell'apprendimento, ai problemi comportamentali, ai disturbi del sonno, ecc. Il problema che hanno alcuni psichiatri nel trattare questi bambini e adulti è
che essi non rientrano perfettamente in uno dei criteri del
DSM-IV (Manuale di Diagnosi Psichica) ed i farmaci sono stati progettati avendo
in mente questi criteri (ad es. depressione maggiore, stato ansioso, ecc.). Nelle malattie neurologiche però, è importante trattare i sintomi perfino se essi non
rientrano perfettamente in una categoria psichiatrica di diagnosi. Questi sintomi includono l'aggressività, comportamenti auto-stimolatori, insonnia, iperattività, e
inattenzione. Questi non si riscontrano solo nelle malattie mitocondriali, ma comunemente nell'epilessia, nella sclerosi tuberosa, nella sindrome di Rett e in
molte altre malattie che colpiscono il cervello.
>Si deve andare cauti nel consigliare certi farmaci poiché
ciascun caso è così individuale. Per l'aggressività, io ho usato i triciclici che trattano anche i disturbi del sonno, il dolore neuropatico, i sintomi
gastrointestinali e i mal di testa; gli
alfa-agonisti come la clonidina e il tenex che anche trattano
l'iperattività e il sonno ma possono causare accessi di ipertensione;
SSRI come ad esempio il Prozac; antipsicotici come
Risperdal o
Zyprexa che possono aiutare con i disturbi del movimento e del sonno relativi alla malattia ma possono causare aumenti di peso. Per il
sonno io provo con la melatonina,
il cloridrato, Tranxene, o Ambien.
Se il paziente ha un disturbo epilettico che non viene controllato bene, io prima provo a vedere se un farmaco
antiepilettico può essere usato per il problema iniziale; il Neurotin ne è un buon esempio poiché può essere usato per dormire, per la stabilizzazione dell'umore, per
il dolore neuropatico, per i sintomi gastro-intestinali. Tranxene è un altro buon esempio. Io continuo ad evitare il
Depakote per gli attacchi epilettici e comportamentali. Se i problemi comportamentali sono
realmente gravi, io cerco di indirizzare il paziente ad uno psichiatra infantile piuttosto che un trattamento sub-ottimale fatto da me stessa.
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